TACOS DI POLLO

  • 1 cipolla tritata fine
  • 2 spicchi aglio schiacciati
  • 3 pomodori sminuzzati
  • 1 peperoncino piccante privato dei semi e tagliato a tocchetti
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 pollo cotto alla griglia
  • 8 tacos
  • 4 foglie di lattuga tagliate a listarelle
  • 185 gr di formaggio grattugiato

Preriscaldate il forno a 180°. Fate imbiondire la cipolla in olio già caldo per 3 minuti, unite poi l’aglio per un altro minuto prima di aggiungere pomodoro, peperoncino e zucchero. Portate a ebollizione, quindi abbassate la fiamma e fate addensare per 5 minuti. Regolate di sale. Rimuovete la carne dalla carcassa, tagliatela a listarelle e aggiungete la salsa. Riscaldate i tacos nel forno per 5 minuti. Presentate i tacos farciti con il pollo, la lattuga e il formaggio.

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ORECCHIETTE CON TOTANI SU LETTO DI CREMA DI FAGIOLI CANNELLINI

  • 280 gr di orecchiette
  • 500 gr di fagioli lessi
  • 2 scalogni
  • olio extra vergine di oliva
  • 150 dl di acqua

PER I TOTANI:

  • 300 gr di totani
  • olio extra vergine di oliva
  • 2 spicchi di aglio
  • 2 cucchiai di vino bianco secco
  • 2 pomodori
  • 20 gr di pecorino
  • prezzemolo
  • sale q.b.

Tritare gli scalogni, unire olio e soffriggere. Aggiungere i fagioli lessati e cuocere per 10 minuti. Frullare il tutto e passare la crema ottenuta con un colino per renderla più omogenea. Contemporaneamente mettere sul fuoco una pentola di acqua per lessare le orecchiette. Preparare i totani: soffriggere aglio e olio, unire i totani tagliati sottili e cuocere per 10 minuti, poi sfumare con vino bianco e fare evaporare un minuto. Aggiustare di sale, poi versare i totani in una larga padella e unire i pomodori. Scolare le orecchiette e versarle in una padella con i totani, amalgamare a fuoco vivo aggiungendo pecorino e prezzemolo.  Comporre i piatti versando sul fondo la crema di fagioli calda e poi le orecchiette con i totani. Servire caldo.

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RIMINI

A primavera inoltrata Rimini appare ai visitatori in una pigra atmosfera marinara. Tra le architetture liberty del Grand Hotel e quelle malatestiane del borgo di San Giuliano,  almeno durante il giorno, la città sembra crogiolarsi nel suo sogno felliniano, prima che i colori shocking delle insegne prendano il sopravvento e i passanti si trasformino in tigri da discoteca. Una topografia ordinata disegna questo capoluogo romagnolo recente per nomina ma con un grande e antico passato ancora testimoniato dalla centuriazione romana, l’organizzazione viaria che ritaglia quasi tutta la Romagna. A spaccare in due il centro storico è il corso pedonale che corre dal ponte di Tiberio all’arco di Augusto, il più vetusto arco romano. L’ultima meraviglia archeologica dell’antica Ariminum venuta alla luce è la domus del chirurgo così chiamata per il suo corredo di misteriosi strumenti medici. Emblema della cucina marinara riminese sono le succulente rustide, grigliate di pesce dell’Adriatico, da gustare con il vino dei vigneti di Sangiovese. Anche lo squacquerone giunge sulla costa dalle campagne circostanti: formaggio cremoso e delicato, da il meglio di se con una piadina calda e un bicchiere d’Albana bianco. I contadini lo lasciavano sciogliere nella sua pastosa morbidezza, conservandolo nelle foglie di cavolo che, allargandosi sotto la spinta del formaggio, ne favorivano l’ammorbidimento. Dalle alture più interne del Montefeltro arriva invece il pecorino di fossa, maturato in cavità scavate nell’arenaria di Talamello e Pennabili. Le forme vengono chiuse in sacchetti di cotone, legate e incastrate a strati compatti; il marchio tracciato col nerofumo è il contrassegno del produttore, che all’apertura della fossa, 3 mesi più tardi, riconoscerà io suoi preziosi formaggi tra quelli ammassati sul fondo. Il gusto pungente del pecorino di fossa si abbinerà alla perfezione col savor, la mostarda di mosto cotto, mele cotogne, frutta secca e cannella che la tradizione esige nel ripieno dei sabadoni, i tipici tortelli dolci di Romagna.

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MOSCARDINI AL VINO ROSSO

  • 1 kg di moscardini
  • 1\3 tazza di olio di oliva
  • 1 grossa cipolla tritata finemente
  • 2 foglie di alloro
  • 2 cucchiai di vino rosso secco
  • 2 cucchiai di aceto di vino rosso
  • 1\2 cucchiaino di pepe nero schiacciato
  • 1\2 cucchiaino di origano secco

Per pulire i moscardini: usando un coltellino affilato incidete la testa e asportate le interiora. Prendete in mano il moscardino e con l’indice spingete in alto il becco e scartatelo. Sciacquate i moscardini e asciugateli con carta assorbente. Mettete i moscardini, l’olio, le cipolle e l’alloro in una pentola capiente e fate cuocere, scoperto, a fiamma media. rimestando di tanto in tanto, per 20 minuti finchè il liquido è quasi del tutto assorbito. Unite il resto degli ingredienti, quindi riducete la fiamma e lasciate sobbollire, coperto, per 15 minuti finchè i moscardini sono teneri. Serviteli caldi o freddi con un’insalata greca come contorno. Non aggiungete sale a questa ricetta perchè i moscardini sono di per sè piuttosto salati. Se preferite un sapore meno acido e leggermente più dolce aggiungete un cucchiaino di zucchero di canna.

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RAGU’

  • 2 cucchiai di olio di oliva
  • 1 grossa cipolla tritata
  • 1 gambo di sedano sminuzzato
  • 1 carota media tritata
  • 2 spicchi di aglio schiacciati
  • 500 gr di macinato di vitello
  • 2 tazze di brodo di carne
  • 1 1\2 tazza di vino rosso
  • 2 scatole di pelati da 425 gr
  • un pizzico di zucchero

In una padella dal fondo spesso riscaldate l’olio e fatevi rosolare il battuto di verdure, mescolando per 5 minuti a fiamma moderata; aggiungere l’aglio e lasciare cuocere un altro minuto. A questo punto inserire la carne, mescolando con una forchetta e unite quindi il vino, il brodo e i pomodori già colati e spezzettati. Assaggiate e regolate l’eventuale acidità con lo zucchero. Portate la salsa a ebollizione, riducete la fiamma e lasciate cuocere per 1 1\2 ora mescolando di tanto in tanto. Regolate di sale e pepe. Il ragù può essere conservato in frigo per 2 giorni e nel congelatore fino a 2 mesi.

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CURIOSITA’

Lo sai che il simbolo dello smiley, o smile, il popolare faccino giallo che sorride, venne inventato nel 1963 dall’americano Harvey Ball per conto di una compagnia di assicurazioni di Worcester che voleva migliorare il morale dei propri dipendenti.  Ball ebbe 45 dollari per il suo disegno, destinato a diffondersi rapidamente in tutto il mondo.

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