STARBENE

Con la rivista Starbene di questa settimana troverete lo scrub corpo allo zucchero di canna di Biopoint body care.

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NAMIBIA NEL CUORE

Quale viaggiatore non ha sognato l’immensità del deserto? La Namibia ha un posto speciale nella classifica dei paradisi terrestri, con i suoi splendidi panorami a perdita d’occhio. Un luogo unico che alterna paesaggi anche molto diversi, e che ci farà provare, al rientro a casa, la leggendaria malinconia chiamata Mal D’Africa. Non ci sono particolari vaccinazioni da fare prima di partire. In valigia non serviranno neanche molte cose, per almeno 300 giorni l’anno il tempo è soleggiato. Anche in inverno, stagione secca che va da maggio ad ottobre, il cielo è terso e il sole non vi abbandonerà. Da dicembre a marzo, invece, il Namib Park e il Etosha Park sono un po soffocanti. Potrete acquistare molti oggetti artigianali: dagli intagli dei kavango alle stuoie intrecciate, alle ceste, dai tappeti ai gioielli fatti di semi e noci. A Windhoek c’è una produzione di pelletteria di lusso. Le pietre più interessanti utilizzate sono la malachite, l’ametista, il calcedonio, l’acquamarina e il quarzo rosa. Proprio Windhoek può essere un ottimo punto di partenza. Da lì potrete raggiungere il deserto del Namib e Sossusvlei, attraverso lo spettacolare passo dello Spreetshoogte, fino a Solitarie. Da qui proseguirete per Sesriem, dove potrete pernottare in hotel. Il deserto che ricopre questa regione è sabbioso. Nella parte meridionale si ritiene che la desertificazione risalga a 80 milioni di anni fa. Per la fragilità dell’ecosistema, le auto seguono precisi tracciati. A Sossusvlei potrete ammirare le dune di sabbia più alte del mondo. All’alba le tinte albicocca del deserto mettono in scena uno spettacolo meraviglioso e indimenticabile. Una visita al Canyon si Sesriem è d’obbligo. Prossima destinazione: oceano Atlantico, Walvis Bay, la laguna che ospiota molti uccelli e una colonia di fenicotteri. Si tratta del maggior porto della Namibia per l’esportazione di rame, piombo e uranio, ma soprattutto pe rla pesca oceanica. A Swakopmund è possibile dedicarsi alle escursioni su piccoli aerei, oppure, in barca, avvicinare foche e delfini. Di nuovo verso l’interno del paese, nella regione del Damaraland, per visitare Cape Cross, dove c’è la colonia di otarie più grande del mondo. Indispensabile vedere le pitture rupestri dei boscimani di Twtyfelfoltein, la strana formazione naturale dell’Organ Pipe, la catena montuosa di Burnt Mountain e la grande foresta pietrosa di Khorixas. Da qui sarà possibile raggiungere il parco nazionale di Etosha, santuario della fauna africana: 22 mila Km quadrati di riserva per grossi felini, elefanti e antilopi. 14 diversi ambienti vegetali, 350 specie di uccelli, 50 di serpenti e 115 di mammiferi. E’ possibile visitare anche il lago di Otjikoto e il mercato artigianale di Okahandja. La regione di Kaokoland, invece, è caratterizzata da incantevoli vallate. Le piste sono selvagge e si incontrano spesso i villaggi dei nomadi himba. Questa tribù ha la pelle rossa e abita orizzonti fiabeschi. Un’altra escursione suggerita è quella nel Bushmanland, una zona sabbiosa a nordest del paese dove, nel villaggio di Boscimani San, sarà possibile scoprire qualche segreto di questo popolo leggendario che vive nel deserto. Nell’Owamboland, verso il confine con l’Angola, vive invece la tribù degli owamba, il gruppo etnico più numeroso della Namibia, allevatori di bovini e capre. Potrete passare qualche notte in una pensione sulle rive del fiume Cunene, a lato delle spaventose cascate di Epupa. E’ utile sapere che i parchi pubblici aprono all’alba e chiudono al tramonto. I permessi per visitare Sossusvlei e per attraversare lo splendido parco Namib Naukluft si possono ottenere direttamente all’ingresso del parco a Sesriem. I primi eurpoei che hanno calpestato il suolo della Namibia sono stati i portoghesi nel 1486, con Diogo Cao e Bartolomeo Diaz. Nel 1884, il commerciante tedesco Adolf Luderitz aveva promosso un protettorato tedesco per il sud est dell’Africa. Il suo breve passaggio fu però assai sanguinario. Nel 1893, per i continui furti di bestiame e l’usurpazione coloniale, i nama, diretti da Hendrik Witbooi, e gli erero si sollevarono. Dopo aver ucciso il 75% della popolazione, nel 1907, il nuovo governatore tedesco Von Lindequist firmò un trattato di pace con i nama. A seguito della scoperta dei diamanti, nel 1908, i tedeschi rafforzarono la loro presenza ma, 7 anni più tardi, in piena 1° Guerra Mondiale, le truppe sudafricane occuparono la Namibia. Nel 1919 la Lega delle Nazioni si fece carico del paese, offrendo la sua amministrazione straordinaria al vicino Sudafrica. Solo nel 1958 nascerà però la South West African People’s Organization, Swapo, principale artefice dell’indipendenza della Namibia, 1990.

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CONCHIGLIE RIPIENE

  • 800 gr di cozze
  • 200 ml di brodo di pesce
  • 3 cucchiai di chicchi di mais in barattolo
  • 2 pomodori
  • 1 scalogno piccolo
  • 2 rametti di prezzemolo
  • 1 rametto di basilico
  • 1 limone non trattato
  • paprika
  • zucchero
  • sale
  • pepe bianco

Pulisci le cozze: strappa i filamenti, strofinale con una paglietta nuova e sciacquale ripetutamente. Scalda in brodo in una casseruola, aggiungi i molluschi, coprili e cuoci a fiamma viva per 5\6 minuti. Quando le cozze saranno aperte, scolale con il mestolo forato,  elimina quelle rimaste chiuse e lascia intiepidire. Intanto, lava i pomodori, elimina i semini e tagliali a cubetti. Spella lo scalogno e tritalo finemente. Trita le foglie di prezzemolo e di basilico. Sguscia i molluschi, separa e asciuga le singole valve con carta da cucina e disponile su un piatto da portata grande. Trita le cozze, mettile in una ciotola con il mais scolato, i pomodori, lo scalogno, le erbe e la scorza del limone grattugiata,  1 cucchiaino di zucchero e 1\2 di paprica, sale epepe, poi irrora con il succo di limone. Suddividi il composto nei gusci e servi.

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TARTE DI ZUCCHINE CON SALSA

  • 150 gr di farina 00
  • 70 gr di burro
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 40 gr di grana grattugiato
  • 1 peperone rosso grigliato
  • 50 gr di mandorle tostate e spellate
  • 50 gr di mollica di pane fresco tostata
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 cucchiaino di paprica dolce
  • 500 gr di zucchine
  • 1 cucchiaio di maggiorana tritata
  • olio extra vergine
  • sale

Versa nel mixer la farina con una presa di sale, il grana, il burro, il prezzemolo e circa 1\2 dl di acqua fredda. Aziona e lascia lavorare l’impasto fino a quando si formerà una palla. Avvolgila nella pellicola e mettila in frigo per 1\2 h. Leva la pasta dal frigo, tirala in una sfoglia, rivesti uno stampo e inforna a 200° per circa 25 minuti. Per la salsa, frulla la mollica di pane con le mandorle, il peperone pulito, la paprica, l’aglio, un pizzico di sale e 4 cucchiai di olio extra vergine. Taglia le zucchine a fette sottili nel senso della lunghezza, scottale, asciugale e salale. Cospargile con la maggiorana e forma tanti rotolini. Distribuisci la salsa sul fondo della tarte, riempila con i rotolini di zucchine, condisci con un filo di olio extra vergine e servi.

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LA PROFESSIONE DI PASCARELLA

Il pittore Cesare Pascarella fu anche pittore e disegnatore. Una volta, in Francia, si mise a fare uno schizzo di un paesaggio e subito un gendarme gli si avvicinò e lo dichiarò in arresto come spia. ” Chi siete e qual’è la vostra professione?”. ” Cesare Pascarella, pittore d’asini”. ” Che cosa facevate?”. ” Facevo il vostro ritratto”.

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POMODORO FARCITO ALLE VERDURE CON CREMA DI BASILICO

PER I POMODORI: incidete 8 pomodori ramati, sbollentateli per 2 minuti in acqua salata e raffreddateli in acqua e ghiaccio. Privateli della pelle e tagliate la parte alta per ottenere il coperchio. Scavateli ed eliminate i semi e la polpa. Condite 4 pomodori con 100 gr di olio extra vergine di oliva, un trito di basilico e timo, sale e pepe. Fate marinare per un’ora. Intanto tagliate altri 4 pomodori a cubetti. PER LA CREMA DI BASILICO: frullate 100 gr di olio extra vergine con 50 gr di pinoli e fate riposare il composto. Aggiungete le foglie di 10 mazzi di basilico, salate e frullate fino ad ottenere una crema molto liscia. PER LA FARCIA DI VERDURE: tagliate a cubetti 250 gr di melanzane tagliate a cubetti private della pelle, 200 gr di zucchine senza la parte centrale, 200 gr di carote pelate. Riprendete i dadini di pomodoro e fate cuocere separatamente in poco olio extravergine tutte le verdure, per poi mescolarle con basilico tagliato a julienne, timo fresco sfogliato, sale e pepe. Riempite i pomodori lasciati a marinare. IMPIATTAMENTO: distribuite sul piatto la salsa al basilico e aggiungete i pomodori farciti.

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OTELLO

Venezia, Sedicesimo secolo. Desdemona, figlia del senatore Brabanzio, è innamorata di Otello, generale nero al servizio della repubblica veneziana.  Otello è un combattente valoroso, che ha dato a Venezia molte vittorie, ma a qualcuno il matrimonio con la bella Desdemona non piace e il generale, accusato di avere sedotto Desdemona con le sue arti magiche, deve discolparsi davanti al doge. Ci riesce perfettamente, al punto che Brabanzio è felice di consegnarli per sempre l’adorata figlia. Nel frattempo giunge a Venezia la notizia che i Turchi stanno per attaccare Cipro, l’isola greca entrata a far parte, dal 1473, dei domini veneziani. Otello, comandante delle truppe veneziane, deve entrare immediatamente in azione. Intanto, però, qualcuno trama alle sue spalle. Jago, vecchio soldato che ha sempre combattuto al fianco di Otello, è stato oltremodo contrariato dalla decisione di Otello di nominare Cassio, brillante giovanotto fiorentino, al grado di luogotenente. All’invidia professionale si lega anche una profonda gelosia, dal momento che Jago è convinto che Otello abbia intrattenuto una relazione con sua moglie Emilia. Per portare a termine il suo piano di vendetta, Jago si serve di Roderigo, un nobile veneziano innamorato di Desdemona. Con l’aiuto di Roderigo, Jago trama per liberarsi di Cassio e, al tempo stesso, vendicarsi di Otello, nei confronti del quale nutre un odio sempre più profondo. La vittoria di Otello contro i Turchi viene festeggiata, a Cipro, con un banchetto che si svolge nell’antico castello. Otello e Desdemona si ritirano nella loro stanza, lasciando libero Jago di tessere la sua perfida trama. Durante il banchetto Jago spinge Cassio a bere più del dovuto; al tempo stesso aizza contro di lui il nobile Roderigo. Inevitabile la lite, al termine della quale Roderigo viene ferito. Otello, quando scopre che il suo luogotenente si è comportato in modo violento, dando il via alla lite con Roderigo, lo degrada. Ora Jago passa alla seconda fase del suo diabolico piano. Fingendosi amico di Cassio gli consiglia il sistema sicuro per guadagnare nuovamente la fiducia di Otello: dovrà rivolgersi a Desdemona, facendo in modo che sia proprio lei a intercedere presso il marito. Jago, con l’aiuto di Emilia, farà inoltre in modo che al dialogo di Cassio con Desdemona possa assistere, non visto, lo stesso Otello. Il dialogo tra cassio e Desdemona si interrompe proprio nel momento in cui arriva Otello. Il progetto di Jago si sta completando, facilitato anche da un evento imprevedibile: Desdemona perde un fazzoletto, che viene trovato da Emilia. Ed Emilia lo consegna proprio a Jago, che se ne serve per fornire ad Otello un’ulteriore prova del tradimento di Desdemona: il fazzoletto, infatti, viene consegnato proprio a Cassio, che ne fa dono a Bianca, la sua amante. Quel fazzoletto sarà la definitiva dimostrazione dell’inganno: per completare l’opera Jago fa in modo che Otello ascolti un colloquio tra lui e Cassio. Argomento del colloquio è Bianca, ma Jago, con arti subdole, fa in modo che Otello si convinca che i due uomini stiano parlando proprio di Desdemona. Jago ha costruito il suo castello di menzogne, ma lo vede in pericolo: fino a quando Cassio sarà in vita potrà sempre dimostrare la propria innocenza e, soprattutto, l’innocenza di Desdemona. Jago istiga perciò Roderigo, convincendolo ad uccidere Cassio, ma il suo piano fallisce. Sarà proprio Jago, deciso a salvare il castello delle proprie accuse, a uccidere Roderigo, eliminando un pericoloso testimone. Il dramma, nel frattempo, raggiunge l’apice. Otello, sempre più convinto del tradimento della moglie, folle di gelosia e, al tempo stesso, deluso dal comportamento scorretto di Cassio, l’uomo nel quale aveva riposto la sua fiducia, irrompe nella camera di Desdemona e la uccide. Ma l’arrivo di Emilia rovescia le carte in tavola: la moglie di Jago, ascoltando le accorate recriminazioni di Otello, si rende conto che l’intera trama è stata architettata proprio dal marito. Sarà Bianca a rivelare l’intera verità e pagherà il proprio coraggio con la vita: Jago, infatti, la ucciderà. Un’ulteriore conferma dell’innocenza di Cassio e Desdemona viene da una lettera ritrovata sul corpo di Roderigo. Ora il dramma volge all’epilogo. Disperato per la morte di Desdemona e sconvolto dalla scoperta della sua totale innocenza, il prode generale, l’uomo che aveva sconfitto i nemici nelle più sanguinose battaglie, non sa resistere al rimorso e si toglie la vita. William Shakespeare scrisse Otello agli inizi del 1600, ispirandosi ad un racconto del letterato ferrarese Giambattista Giraldi Cinzio. La tragedia viene rappresentata nella città di Londra tra il 1603 e il 1604, ottenendo un successo destinato a conquistare fama mondiale e a perpetuarsi nei secoli a venire, fino ai giorni nostri.

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ORANGE DRINK

  • 200 ml di acqua
  • 40 ml di spremuta di arancia
  • 20 ml di spremuta di pompelmo
  • 2 stecche di cannella
  • 1 strisciolina di scorza di arancia
  • ghiaccio a cubetti q.b.

Prepara un infuso mettendo una stecca di cannella in una tazza da tè piena di acqua bollente. Lascia riposare per 10 minuti, togli la cannella e fai raffreddare. Metti il ghiaccio nel bicchiere, aspetta che il vetro si raffreddi, scola l’acqua in eccesso e unisci, nell’ordine, la spremuta di arancia, quella di pompelmo, e l’infuso di cannella. Decora con la seconda stecca di cannella e la scorza di arancia.

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