CALAMARI SPEZIATI

Taglia ad anelli 4 calamari puliti e dividi i ciuffi a metà. Appassisci una cipolla affettata in una casseruola con un filo di olio, 1 chiodo di garofano e 1 rametto di rosmarino. Aggiungi i calamari, spolverizza con un cucchiaino di paprica o peperoncino e fai insaporire qualche minuto. Versa 200 gr di passata di pomodoro e 1 bicchiere di brodo vegetale, sala, fai bollire e abbassa al minimo. Cuoci semicoperto per 20 minuti. Togli a metà cottura rosmarino e chiodo di garofano. Quando i calamari sono teneri, spegni e completa con prezzemolo e rosmarino.

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IL VIAGGIO DIMAGRANTE di Rosanna Lambertucci

Se c’è un volto televisivo che da sempre è associato alle parole salute e buon gusto è quello di Rosanna Lambertucci. La gran dama del benessere, giornalista, scrittrice e conduttrice tv, ha educato un’intera  generazione di telespettatori a un rapporto sano e felice con il cibo, trasformando l’eterna lotta tra i peccati di gola e le virtù del corpo in un fecondo abbraccio. In questo libro l’autrice rende partecipe il suo vasto pubblico di un nuovo, straordinario metodo dimagrante: perdere peso in sole 6 settimane e imparare, durante la settima, a mantenere i risultati ottenuti. Perchè in anni di esperienza ha imparato che non ha senso sottoporsi a sacrifici e rinunce se  poi non si riesce a perdere a prendere l’abitudine, il buon vizio, di uno stile di vita capace di farci restare sempre in forma. Quello che rende poi questo libro ancora più unico è il fatto che la Lambertucci ha provato tutto direttamente sulla sua pelle. Si è inoltrata insomma in questo viaggio dimagrante annotandosi giorno per giorno gioie e difficoltà. UN taglio personale che rende finalmente anche il lato umano della dieta, e non la riduce a una fredda sequenza di ricette e consigli. La più brava divulgatrice dell’alimentazione regala così ai lettori la possibilità concreta di realizzare un sogno: essere più sani e più belli, per sempre.

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PESCATRICE AL CARTOCCIO CON FANTASIA DI VERDURE

  • 600 gr di rana pescatrice pulita e tagliata a cubetti
  • 2 cipollotti
  • 2 zucchine
  • 2 pomodori
  • 2 carote
  • 20 olive
  • 1 cucchiaino di capperi
  • 3 rametti di timo
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 foglia di alloro
  • aglio
  • sale
  • peperoncino
  • succo di limone
  • olio

Distribuisci su un foglio di carta forno la pescatrice, i cipollotto e l’aglio tritati, le carote e le zucchine a julienne e le olive. Unisci sale, peperoncino, erbe, succo di limone e un filo di olio. Mescola, copri con un altro foglio di carta forno e sigilla i bordi. Cuoci in forno a 180° per 15 minuti. Apri il cartoccio, elimina le erbe, sgocciola pesce e verdure, unisci i pomodori a dadini conditi con poco olio, 1 cipollotto tritato, i capperi sgocciolati, sale e peperoncino. Servi su pizza bianca.

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SHIZUKA ARAKAWA, LA DEA GIAPPONESE DEL GHIACCIO

Uno dei modi più divertenti per affrontare il freddo pungente è cimentarsi, con sano spirito di iniziativa e un po di coraggio, nel pattinaggio sulle piste ghiacciate. All’inizio non sarà semplice mantenersi in equilibrio sui pattini con le lame in acciaio ma, con un po di esercizio, si riuscirà a fare brevi movimenti e poi falcate sempre più lunghe e articolate. Siamo abituati a pensare che gli sport invernali ai ragazzi che con la neve e il ghiaccio siano abituati a convivere. In particolare i paesi scandinavi sembrano i più prolifici a sfornare talenti in questa affascinante disciplina, ma ci sono delle eccezioni eclatanti come nel caso della campionessa Shizuka Arakawa, la prima atleta giapponese a vincere una medaglia olimpionica nel pattinaggio di figura. Nata nel dicembre del 1981 a Shinagawa, questa giovane donna ha bruciato le tappe sfoderando una carriera sportiva diventata l’orgoglio del suo paese. Iniziò a pattinare a soli 5 anni. Era rimasta affascinata dai colori sgargianti dell’abito di una pattinatrice e aveva convinto la mamma a iscriverla ad un corso di pattinaggio artistico. Così entrò a far parte della Chibikko Skate School, prendendo lezioni da Hiroshi Nagabuko che, in coppia con Kotoe Nagasawa, aveva partecipato alle olimpiadi invernali di Sapporo nel 1972. Quando Shizuka, a soli 8 anni, eseguì alla perfezione il suo primo Salchow, un salto complesso con rotazione in aria che prende il nome dal suo ideatore ed è uno dei principali nel pattinaggio artistico, le venne affibbiato il soprannome di bambina prodigio. Affiancando la danza al pattinaggio, continuò a studiare alacramente impegnandosi con dedizione negli allenamenti finchè non fu pronta per concorrere a livello nazionale. Esordì nel 1994, a 13 anni, domimando per 3 edizioni consecutive i campionati nazionali juniores, stabilendo così un record che nessuno in Giappone aveva mai raggiunto. Non era facile coltivare lo sport e studiare nello stesso tempo, ma lei ci riuscì. I primi anni del nuovo millennio si dimostrarono ricchi di risultati. Nella stagione 2002\2003 vinse i Giochi Invernali e le Universiadi, qualificandosi sempre nella rosa dei primi 5 in diverse altre occasioni. Nonostante fosse una promessa dello sport, non prese sottogamba le altre priorità della sua vita, al contrario. Si iscrisse all’università nel 2000 alla facoltà di scienze sociali, laureandosi nel 2004 conscia che, pochi giorni dopo la laurea, l’attendeva un’estenuante prova sportiva: i Campionati del Mondo di Dortmund. La pattinatrice giapponese si impegnò come sempre al massimo e consacrò con autorevolezza una carriera che da promettente si stava trasformando in portentosa. Sulla pista ghiacciata della città tedesca presentò un programma estremamente impegnativo che prevedeva un esercizio libero con 7 salti tripli, un numero davvero impressionante. L’esecuzione fu perfetta e la giuria le assegnò la medaglia d’oro. Solo altre 2 connazionali erano riuscite a conquistare lo stesso risultato, la prima nel 1989 e la seconda 10 anni prima di lei. L’atleta ventitreenne aveva intenzione di ritirarsi dalle piste, ma la vittoria la rincuorò rimandando a data da destinarsi quest’estrema decisione. C’erano diversi segnali, tuttavia, che le rendevano le cose difficili: le condizioni di salute non sempre ottimali, l’arrivo di atlete più giovani che scalpitavano alle sue spalle e i criteri nell’assegnamento dei punti che privilegiavano aspetti diversi da quelli che erano stati finora i suoi punti di forza. Il 2005 non fu una buona annata, ma Shizuka strinse i denti, aspettando un’occasione che le consentisse di fare un’uscita trionfale; nella stagione successiva, infatti, si sarebbero tenute le Olimpiadi Invernali. Nel 2006 Torino spalancò le porte alle squadre internazionali e l’atleta giapponese giunse in Italia con molte speranze. Nonostante le delusioni precedenti, si era mantenuta fedele alle sue caratteristiche tecniche, senza volere stravolgere un’impostazione sulla quale aveva costruito una carriera. Tuttavia la prima sera nel programma breve fu sorpassata dalla statunitense Sasha Cohen e dalla russa Irina Slutskaya. La sera successiva le 2 rivali mostrarono qualche incertezza, cadendo durante il programma lungo. Al contrario Shizuka, fasciata da uno splendido costume, fu impeccabile sulle note del Nessun Dorma, aria tratta dalla Turandot di Puccini, e con ammaliante talento raggiunse un risultato che neanche lei, confessò poi, si sarebbe mai aspettato: l’oro olimpico. L’esercizio, che le è valso il punteggio di 191,34, fatto di tecnica e di precisione, di eleganza e di armonia, aveva creato la magia necessaria per assegnare per la prima volta la medaglia più preziosa nel pattinaggio di figura ad un’atleta orientale che, tra l’altro, con i suoi 24 anni, era anche la più anziana vincitrice donna.

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STARBENE

Questa settimana in omaggio con la rivista Starbene troverete lo shampoo l’essenziale di Bio Point. UN bagno di purezza che deterge i capelli con naturalità e dolcezza rispettando la delicatezza della cute. I capelli sono idratati, morbidi e leggeri,. Un’esclusiva formula , impreziosita con nettare dei fiori, pregiato nutriente naturale, ristruttura il capello conferendo luminosità e idratazione. Arricchita con estratto di bambù biologico, dalle note proprietà idratanti, rende i capelli soffici e leggeri. Senza siliconi, parabeni, sles, coloranti, peg, etossilati, sale aggiunto, per rispettare la naturale vitalità dei capelli.  Dermatologicamente testato e nickel free. Va applicato sui capelli bagnati ed emulsionato con acqua. Risciacquare con cura.

UVA NELLO SCHIACCIAPATATE

Lavate un grappolo d’uva e sgranatelo. Disponete una decina di acini per volta all’interno dello schiacciapatate, meglio se a fori piccoli. Premete con lo stantuffo e raccogliete il succo d’uva direttamente in una ciotola. SE rimanessero nel succo frammenti di noccioli o di buccia, filtratelo con un colino a maglie fitte. Con il succo potete realizzare bevande, cocktail e aspic o usarlo per condire macedonie. Il succo è ottimo anche per sfumare scaloppine di vitello, fegato e maiale o pollo e coniglio arrosto.

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TORTA AL LIMONE

  • 250 gr di burro a temperatura ambiente
  • 200 gr di zucchero
  • 4 uova
  • 1 fialetta di aroma limone
  • 1 pizzico di sale
  • 2 limoni
  • 250 gr di farina bianca
  • 150 gr di frumina
  • 1 busta di lievito
  • 250 gr di zucchero a velo

Lavorare il burro a crema e aggiungere zucchero, uova, aroma, sale e scorza grattugiata di un limone. Impastare a cucchiaiate farina e frumina, alternando 3 cucchiai di succo di limone e aggiungere il lievito setacciato. Versare l’impasto in uno stampo a cerchio apribile foderato con carta da forno e cuocere nella parte inferiore del forno preriscaldato a 180° per 50\60 minuti. Preparare la glassa mescolando lo zucchero a velo setacciato con 3\4 cucchiai di succo di limone e stenderla sulla torta raffredata.

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ARROSTO DI VITELLO

La cottura dipende dal peso: un arrosto da un chilo, per 4 persone, va rosolato in casseruola con olio e aromi finchè diventa dorato, poi spruzzato con un po di vino bianco e quindi cotto in forno preriscaldato a 180° per un’ora e mezza. Per mantenerlo morbido, bagnatelo con il suo sugo di tanto in tanto, se necessario aggiungete poco brodo.

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