LA CASA SEGRETA IN FONDO AL BOSCO di Christoffer Carlsson

La cittadina di Dalen ,in Svezia, è sconvolta da un’ondata di crimini senza precedenti. Nel giro di pochi mesi molte case vengono svaligiate, ma nessuna delle vittime immagina che il peggio debba ancora arrivare. Un vero e proprio bagno di sangue stronca infatti la vita di alcuni ragazzi. I giornali parlano di un regolamento di conti, di storie di droga, di reietti della società che sono andati incontro al proprio destino. Nessuno  sa quale sia la terribile verità. Tutto ha inizio quando David Flygare torna da Stoccolma, per passare l’estate nel suo paese natio.Riprende a frequentare gli amici di un tempo, che spesso si ritrovano in una macabra casa di legno, isolata nel bosco. Una casa che sembra avere un’influenza maligna. Gli amici di David – Lukas, Martin, Rickard, Julian e Justine – si lasciano catturare dalla strana atmosfera che aleggia in quel luogo, abbandonandosi a incesti, abusi di droga e persino omicidi. Anche David è presto trascinato nella follia del gruppo, finchè un giorno un bambino, che stringe tra le mani un coniglio con un occhio solo, gli rivela di sapere tutto quello che accade nel bosco…. Dopo lo strano caso di Stoccolma, in un’atmosfera opprimente che ricorda l’incubo, Carlsson ci conduce alla scoperta dei segreti di un piccolo paese, dove regnano il vuoto, la morte e un’allucinata indifferenza di fronte alla violenza.

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ALGHE

NORI: E’ l’alga più conosciuta perchè viene usata per avvolgere i maki giapponesi. Si presenta in fogli sottili ed ha un gusto delicato adatto a molti piatti. e’ una delle varietà più proteiche e contiene la stessa quantità di vitamina a delle carote.

HIZIKI: di colore scuro, le hiziki sono alghe brune dall’aspetto di fili sottili, ricchissime di calcio. Vanno ammorbidite in acqua per qualche minuto e si possono mangiare anche crude in insalata, a cui regalano un gusto deciso di mare. Di solito si fanno saltare in padella con salsa di soia oppure si aggiungono a minestre e cereali.

ARAME. sono simili alle alghe hiziki ma hanno un sapore più delicato e dolce. Prima di consumarle bisogna metterle a bagno in acqua o bollire per qualche minuto. Da provare come contorno insieme ad altre verdure, con il tofu o il seitan, nei sughi. Le arame vantano un alta percentuale di potassio e di iodio.

DULSE: E’ un alga rossa di colore purpureo e di gusto piccante, tra le più ricche di minerali e oligo elementi. Di consistenza morbida, si mangia cruda dopo un breve ammollo o bollita. E’ perfetta per dare sapore a zuppe, frittate, cereali, insalate; ma anche per preparare gustose salsine.

LAGO DI BRACCINAO

Una cavalcata di colline rotonde accompagna la via Cassia dalle estreme periferie a nord di Roma fino alla sottile linea azzurra del lago di Bracciano, porta d’ingresso nella Maremma laziale e nell’antica Etruria. Il castello Odescalchi, con le sue minacciose torri cilindriche, incombe sulle case di pietra, sull’acciottolato umido, sulle stradine incuneate nel borgo vecchio di Bracciano. Fatto costruire dalla famiglia Orsini nel 1470, il maniero conserva ancora la struttura e parte degli arredi originari ed è una perfetta testimonianza di quel gusto romano per l’eccesso architettonico che le dimore della nobiltà papalina, i castelli delle dinastie cardinalizie, le ville e i giardini delle grandi famiglie capitoline – oltre agli Orsini, i Chigi, i Colonna, i Ruspoli, i Farnese – esportarono in queste terre etrusche, arcigne e vulcaniche. La strada che abbraccia il cratere rotondo del lago passa prima da Trevignano e poi da Anguillara, gli altri comuni lacustri, inoltrandosi nel cuore del braccianoshire. oggi, la metà dei residenti non è nata qui, ma ha scelto di abitarvi trasformando questi paesi di contadini e pescatori di pesci sciapi in un set per grandi matrimoni o nel ritiro eccellente per snob e intellettuali, appassionati di nautica, stranieri in cerca di emozioni e romani in fuga dalla capitale.

HAMBURGER

Il nome hamburger indica una grossa polpetta di carne, ma con il diffondersi nel mondo delle catene di fast food il termine ha preso un significato più ampio e ormai si riferisce all’intero panino farcito.

LA MATERIA PRIMA: carni e pesce andrebbero acquistati in un pezzo intero, in modo da poter scegliere prodotti freschi e di qualità; variabili meno garantite se si compra la polpa già tritata.

LA MACINA IDEALE. dal coltello al tritacarne, ogni attrezzo è indicato per sminuzzare un diverso tipo di polpa. Scegliere lo strumento giusto è il primo passo per ottenere una corretta amalgama dell’impasto, che non deve essere nè troppo compatto nè eccessivamente sgranato, altrimenti l’hamburger in cottura potrebbe diventare duro o al contrario sfaldarsi.

GLI ALTRI INGREDIENTI: normalmente nell’hamburger all’americana gli ingredienti aggiuntivi non sono nell’impasto, ma fanno parte della farcia del panino.

COTTURA E CONSERVAZIONE. trattandosi di una polpetta piuttosto spessa, l’hamburger va cucinato a fuoco medio in modo da poter cuocere al cuore senza bruciare esternamente.

ROBIOLA

E’ un formaggio a pasta molle tipico dell’Italia settentrionale, dove viene prodotto con latte vaccino, caprino o, in alcuni casi, misto, con caratteristiche e forme diverse a seconda della zona d’origine. Le robiole fresche, stagionate per pochi giorni, sono senza crosta, hanno pasta cremosa,morbida e di colore bianco candido; il sapore è delicato, con gusto equilibrato tendente a una leggera acidità, e note olfattive e aromatiche che ricordano il latte di provenienza, yogurt e burro. Le robiole che vengono lasciate maturare sono caratterizzate da una sottile crosta rugosa color paglierino e pasta più compatta. Le robiole sono perfette come formaggio da tavola, da spalmare sui crostini, ma possono essere usate anche in cucina per arricchire insalate, farcire verdure, tortini e involtini e per creare mousse.

BIRRA SENZA GLUTINE

Il piacere di una bionda non è più off limits per i celiaci. La birra, prodotta dalla fermentazione di cereali come orzo e frumento, oggi si realizza anche senza glutine, per chi è intollerante a questa proteina. Le bevande più diffuse sono quelle che utilizzano materie prime naturalmente prive di glutine, come il riso o il mais. In genere sono birre con poca schiuma, dissetanti e con gusto meno pieno di quelle classiche. Il processo produttivo è lo stesso, con differenza che non si parte dal malto d’orzo ma dal riso maltato (cioè germinato ) o dal grano saraceno maltato: questi vengono trasformati in mosto, poi bollito con il luppolo e fatto fermentare con i  lieviti, finchè gli zuccheri si trasformano in alcol etilico e anidride carbonica. Negli ultimi tempi si riproducono anche birre senza glutine da malto d’orzo o di frumento, più simili come gusto a quelle normali. Attraverso particolari metodiche, durante l’ammostamento il glutine di questi cereali viene ridotto in particelle minuscole: così la concentrazione nel prodotto finito risulta inferiore a 20 parti per milione, un valore ammesso anche per i celiaci.

SCIROPPO DI GLUCOSIO FRUTTOSIO

E’ un dolcificante liquido ricavato dal mais e largamente usato nell’industria alimentare, dalle bibite ai gelati, dai biscotti agli snack fino ai surgelati e alle salse. Molto più economico dello zucchero, fu messo a punto a metà degli anni 70 negli Stati Uniti, dove si chiama high frucotse corn syrup ( hfcs), cioè sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio. Per produrlo prima si trasforma l’amido di mais in sciroppo di glucosio con l’aiuto di alcuni enzimi, poi se ne aggiungono altri per convertire parte del glucosio in fruttosio, che ha maggior potere dolcificante del primo ed è facilmente solubile. Lo sciroppo di glucosio fruttosio è stato accusato di essere dannoso per la salute: alcuni studi dimostrerebbero che fa aumentare i trigliceridi, influenza la produzione di insulina e non induce senso di sazietà. La Food and Drug Administration americana ha dichiarato che non ci sono evidenze di maggiori rischi dell’HFSC rispetto ad altri dolcificanti naturali come lo zucchero o il miele. L’importante è limitarne il consumo perchè l’eccesso di qualsiasi zucchero fa male alla salute.

CEFALO

Vengono chiamate con questo nome diverse specie di pesci della famiglia dei mugillidi, nel loro insieme conosciuti anche come muggini. Vivono nelle acque sia salmastre, sia dolci e quindi hanno un sapore molto diversificato, a seconda dell’ambiente d’origine. Molto apprezzati sono quelli pescati negli stagni sardi o in mare aperto, in particolare se superano un chilo di peso. Non vengono allevati in modo intensivo, ma gli esemplari giovani vengono catturati e fatti crescere negli stagni e nelle valli da pesca fino a quando, adulti, cercano di tornare al mare per riprodursi. Poichè sono pesci con una discreta presenza di grasso, si prestano alle cotture al forno o alla brace, perchè rimangono morbidi e gustosi. Dai cefali, in alcune zone della Sardegna e a Orbetello viene ricavata la bottarga di muggine, specialità tradizionale.

CONFETTI

Tradizionalmente accompagnano matrimoni e altre cerimonie. I più classici sono costituiti da mandorle intere, sgusciate e pelate, che vengono rivestite da uno strato di gomma arabica per farla aderire meglio allo zucchero. Vengono poi trasferite in una sorta di caldaia rotante, bagnate con una soluzione zuccherina e via via essiccate, fino ad arrivare agli strati di zucchero desiderati. I confetti vengono poi levigati, a volte colorati e infine levigati con cere alimentari. La qualità dipende da diversi fattori: il calibro della mandorla lo spessore dello zucchero e cosi via. Un buon confetto è croccante, ma anche tenero, si scioglie in bocca e la mandorla è intera. I prezzi variano molto tra prodotti industriali e di pasticceria e dipendono da materie prime, lavorazione e freschezza. Difficilmente un confetto sotto i 26 euro al Kg può essere di qualità. Su internet si trovano diverse offerte ma è meglio diffidare perchè la prova vincente è sempre quella dell’assaggio.

CILIEGIE DI MAROSTICA

A metà maggio maturano le prime ciliegie a produzione nazionale, provenienti dal Veneto. La zona più vocata si trova nella provincia di Vicenza, un territorio dal clima mite e quasi senza nebbie, dove viene coltivata la ciliegia di Marostica, la prima ad aver ottenuto l’igp in Italia. Tra le oltre 20 varietà previste dal marchio europeo, compresa la marostecana, antica varietà locale caratterizzata da colore rosato e sapore delicato, le più precoci sono le sandra, una varietà autoctona che risale agli anni 20, e la francese. I frutti destinati al consumo fresco, raccolti a mano, devono essere grossi, e con il peduncolo ben attaccato; il colore può variare dal rosso fuoco al rosso scuro, a seconda della varietà e del grado di maturazione. Nei paesi della zona ogni anno si organizzano sagre dedicate.