R. GERVASO

Per fare grandi cose bisogna aver fatto bene le piccole.

 

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ROSTI

  • 700 gr di patate
  • 1\2 cucchiaino di sale
  • pepe quanto basta
  • 1 cucchiaino di olio
  • 30 gr di burro

Pelate le patate e grattugiatele grossolanamente; eliminate l’umidità in eccesso. Fate scolare su carta da cucina quindi cospargetele di sale e pepe. In una padella dal fondo spesso riscaldate l’olio e metà del burro, aggiungete le patate, premendo con forza. Fate cuocere a fiamma lenta per 20 minuti circa senza mescolare fino a che, le patate non avranno formato una crosta sul fondo. Trasferite su un piatto e mantenete al caldo. fate riscaldare la metà rimasta del burro e nel momento in cui sfrigola, aggiungete le patate dal alto non ancora cotto; lasciate cuocere per 10 minuti a fuoco medio in modo che le patate si imbiondiscano e formino la crosta. Tagliate a spicchi. Portate in tavola accompagnando con del pane o dell’insalata verde fresca.

OLTRE LE NUVOLE

E’ possibile abitare altri pianeti? Il primo a prendere in considerazione l’idea di colonizzare altri mondi fu Olaf Stapledon in diverse opere di fantascienza. Recenti scoperte hanno ipotizzato che la terraformazione di Marte, modellazione del pianeta allo scopo di renderlo abitabile per l’uomo, non richiederebbe interventi così fantascientifici. Basterebbe, infatti, sciogliere una piccola parte di ghiaccio, che adesso si trova allo stato solido, affinchè il processo di terraformazione abbia inizio. Per fare questo si è immaginato di utilizzare uno specchio ustorio, strumento in grado di concentrare i raggi del sole in un punto detto fuoco dello specchio, per indirizzare la luce del sole sulle rocce marziane che, surriscaldandosi, favorirebbero anche la fuoriuscita di gas avviando una trasformazione del pianeta rendendolo più simile alla Terra. Dopo secoli di massicci interventi si potrebbero costruire abitazioni su Marte in corrispondenza delle terre più fertili. Certamente l’ipotesi di conservare al meglio il nostro bel pianeta Terra, piuttosto che cercare di rendere abitabili altri pianeti, sembra ancora la più attuabile.

PIZZA ALLE VERDURE

PER L’IMPASTO DI DUE PIZZE:

  • 400 gr di farina bianca
  • 1 busta di lievito di birra
  • 10 gr di zucchero
  • 1 cucchiaino colmo di sale
  • 2 cucchiai di olio di oliva
  • 225-250 ml di acqua tiepida

PER FARCIRE:

  • 400 gr di polpa di pomodoro
  • 250 gr di mozzarella
  • 150 gr di zucchine grigliate
  • 150 gr di peperoni rossi e gialli grigliati
  • 150 gr di melanzane grigliate
  • 6 cucchiai di olio di oliva
  • origano
  • sale
  • a piacere peperoncino piccante macinato

Setacciare la farina in una terrina larga e mescolarvi il lievito di birra. Al centro del mucchio praticare una buca e versarvi zucchero, sale  e olio. Amalgamate il tutto con un forchetta, aggiungendo un po per volta l’acqua tiepida. Lavorare l’impasto sul piano del tavolo infarinato per almeno 10 minuti, allargandolo con i pungi chiusi, riavvolgendolo e sbattendolo sul tavolo, fino al completo assorbimento del liquido. Rimettere l’impasto nella terrina infarinata, coprirlo con un canovaccio umido e porlo a lievitare in un luogo tiepido, fino a quando il suo volume sarà raddoppiato, 40 minuti circa. Dividere l’impasto ben lievitato in 2 panetti uguali, stenderli in 2 dischi del diametro di 30 cm e trasferirli su 2 teglie per pizza unte con 2 cucchiaini di olio ciascuna. Distribuire su ogni pizza, lasciando vuoto un bordo di 1 cm, la metà della polpa di pomodoro, della mozzarella tagliata a dadini, delle zucchine, dei peperoni e delle melanzane. Completare con 2 cucchiai di olio, l’origano e salare a piacere. Cuocere le pizze per 15 minuti circa nella parte media e bassa del forno preriscaldato, elettrico e a gas: 200°-210°. ventilato: 190°-200°, alternando la posizione delle teglie a metà cottura.

HUMOR

L’umorismo permette di distanziarsi razionalmente dagli eventi e smitizzarli fino a riderci, o sorriderci, sopra, permette di esserne poco emotivamente coinvolti, di sentirli di scarsa importanza. E’ la capacità di vedere l’aspetto incongruente e divertente di persone e situazioni, anche in sè molto spiacevoli. Lo humor è un tocco raffinato e birichino di acquerello che coglie e isola un aspetto della realtà e, scorporandolo dagli altri, rende il tutto divertente. Lo humor non comprende ostilità e neppure ironia, non volgarità ne beffa; è un gioco sottile, veloce e un pò poetico. Non tutti hanno la capacità di esprimerlo nè di coglierlo: per questo bisogna innanzitutto intuire come i contrari coesistano sempre in tutto ciò che è umano. Scoprendo ad esempio l’aspetto comico di momenti tristi e quello tragico di momenti allegri, quello saggio della follia e quello folle della saggezza, quello buffo in persone solenni e quello serio in chi pare superficiale. Si rammenta con un tocco di humor come non sia tutto da prendere sul serio, si ricorda con levità la caducità, l’imperfezione umana, la relatività di tutto, all’unico scopo di condividere la comprensione della vita, rendendola più sopportabile. Molti, privi del senso di humor, cadono nell’umorismo involontario: dicono o fanno qualcosa di cui tutti ridono, e il loro stupore suscita ancor più ilarità. Ricordiamocelo: un po  di humor aumenta le endorfine, molecole del benessere, e influisce positivamente sul sistema immunitario.

PASTICCIO DI PANE

  • 150 gr di pane
  • 3 zucchine
  • 300 gr di porcini
  • 160 gr di prosciutto cotto a fette
  • 3 dl di latte
  • 3 uova
  • 30 gr di parmigiano reggiano grattugiato
  • un mazzetto di prezzemolo
  • uno scalogno
  • olio extra vergine di oliva
  • sale
  • pepe

Pulite i funghi, tagliate via la parte finale terrosa, passate sui gambe una spazzolina o un pennello a setole dure, oppure raschiateli leggermente con un coltellino per eliminare l’eventuale terriccio; quindi tagliati a fettine omogenee spesse 2-3 mm. Lavate le zucchine, asciugatele, spuntatele e riducetele a rondelle sottili. Mettetele in una padella con un filo d’olio, lo scalogno tritato e un pizzico di sale e soffriggetele per un paio di minuti, a calore moderatamente vivace. Poi insaporite con il prezzemolo tritato grossolanamente. Tagliate il pane a fettine molto sottili, tostatele leggermente sotto il grill da entrambi i lati, quindi passatele velocemente, una alla volta, nelle uova sbattute in una ciotola con il latte, un pizzico di sale e una macinata di pepe, cercando di inzupparle bene. Foderate una teglia rettangolare con carta da forno e riempitela con strati di pane inzuppato, funghi, zucchine e prosciutto cotto, alternandoli nel’ordine indicato e sovrapponendoli leggermente. Distribuite il composto di latte e uova rimasto sulla superficie del pasticcio, cospargete con il parmigiano e cuocete in forno a 180° per 25 minuti o fino a quando sarà ben gratinato.

POLPETTE

Piacciono  tutti e possono essere preparate con i più svariati ingredienti, per cucinarle non serve essere maestri in cucina e, se per caso avanzano, sono buone anche fredde, il giorno dopo. A pochi cibi si può chiedere una simile performance. Alcuni piccoli accorgimenti, però, sono lo stesso necessari secondo la ricetta. Si possono creare polpette con qualsiasi ingrediente, anche con gli avanzi di arrosto, lesso, pollo cotto e tonno in scatola, basta che l’impasto sia ben legato. Non importa che siano tonde o appiattite, ma è fondamentale che abbiano dimensioni simili tra loro e non siano troppo grandi in modo che cuociano uniformemente. Potete prepararle in umido, fritte o rosolate in padella, oppure con un sugo cremoso. Per una preparazione più leggera, si possono evitare i condimenti  cucinandole anche in forno disposte su una teglia leggermente oleata: 10 minuti a 200° e poi 20 minuti a 180°, non devono essere troppo piccole altrimenti si asciugano troppo. Le polpette cotte si mantengono in frigo 2-3 giorni. Si possono surgelare sia crude sia cotte: quelle in umido si scongelano a fuoco dolce o in microonde, quelle asciutte vanno scongelate in frigo e riscaldate in padella con un filo d’olio o in forno. E’ fondamentale che le polpette non si disfino in cottura. Per assicurarsi una buona tenuta è necessario che l’impasto sia macinato finemente e che contenga alcuni ingredienti leganti, che rendono le polpette più compatte oltre che molto gustose: per esempio l’uovo, la mollica di pane bagnata nel latte, il formaggio grattugiato o la patata bollita.  Oltre a rendere le polpette più appetitose, la panatura classica, farina bianca, uovo e pangrattato, ha anche un ruolo tecnico: è infatti un piccolo guscio capace di contenere sia gli impasti un pò sgranati, per esempio con salumi duri come salame o coppa, sia quelli piuttosto morbidi, magari con molta patata, ricotta o besciamella. Caratteristiche che spesso sono entrambe presenti. Zucchine, spinaci, erbette, cime di rapa e melanzane, crudi, lessati o stufati in padella con aglio e olio, sono ortaggi perfetti per arricchire le polpette, ma è necessario sgocciolarli e strizzarli molto bene prima di unirli agli altri ingredienti, per evitare che annacquino l’impasto. Per correggere un eventuale incidente aggiungete un po di pangrattato.Per riuscire a posizionare la mozzarella, o altro ripieno, nel centro esatto della polpetta, in modo che non  fuoriesca in cottura, c’è un metodo rapido e infallibile: stendete l’impasto a uno spessore di 1,5 cm, come se fosse una sfoglia, tagliatelo in tanti quadratini e disponete su ognuno un pezzettino di formaggio. Richiudete l’impasto sulla mozzarella e arrotondate le polpette con le mani.