CANNOLICCHI

Riconoscibili per la tipica conchiglia bivalve a forma di tubo, lunga fino a 15 cm, vivono infossati nella sabbia. Nei nostri mari la specie più frequente è la Ensis Minor, a livello amatoriale, i cannolicchi vengono raccolti a mano nei momenti di bassa marea, quando è facile individuare le due aperture con cui filtrano l’acqua per alimentarsi. La pesca professionale, che avviene con una draga idraulica che penetra nel fondo per circa 20 cm, è regolamentata a seconda di zone e periodi, ed è vietata nei mesi di aprile e maggio. La normativa europea, inoltre, non permette l’utilizzo delle draghe entro 0,3 miglia dalle nostre coste, dove i cannolicchi sono più diffusi, per questo vengono importati: sui nostri mercati si trovano cannolicchi che provengono dalle coste atlantiche di Marocco e Portogallo, di grossa taglia e a volte di consistenza gommosa; in questo caso, è preferibile tagliuzzarli prima di utilizzarli. Non vanno acquistati quando sono aperti. Per accertarsi che siano ancora vivi, basta toccare la polpa che sporge dal guscio, che si deve ritrarre; in caso contrario, sono prossimi alla morte. All’interno della conchiglia può trovarsi sabbia, per cui è necessario lavarli con cura prima di cucinarli: gratinati al forno, alla griglia, nei sughi per la pasta.

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