CIME DI RAPA

La si usa non solo per nutrirsene, ma anche per descrivere qualcuno. Sara’ capitato a chiunque di sentire questa frase: ” Sei proprio una cima di rapa.”Modo di dire non proprio lusinghiero, che pero’ ci da’ un’idea di questo ortaggio, che nonostante vari dizionari culinari cerchino di descrivere con gusto, di fatto non sa di molto. Eppure questa verdura con infiorescenza rotondeggiante è spesso uno dei contorni piu’ azzeccati che si possano cucinare. Forse dipende dalla sua storia, fatta di poco cibo e ambienti poveri. La cima di rapa, o broccoletto, era assai in uso nel Medioevo, ma anche oltre, soprattutto in quei territori dove il cibo non abbondava. Fu’ cosi’ per esempio che, in Campania, la gente piu’ umile, oltre ad attendere qualche avanzo dalle cucine dei nobili, inizio’ a guardare a terra, piu’ che al cielo, scoprendo in questo umile ortaggio una possibilita’ di nutrizione molto economica. La cima di rapa, infatti, proprio per la quantita’ di vitamine e proteine che contiene, puo’ essere un’ottima alternativa alla carne. Fu’ proprio per questa sua origine e per il suo sapore poco gustoso che da questo ortaggio nacquero delle preziose ricette, formule culinarie che a tutt’oggi sono piatti caratteristici di alcune regioni. Il motivo è semplice. quello che si cercava, per arricchire questo misero ortaggio, era qualcosa che gli donasse un sapore particolare, qualcosa che lo eleggesse a piatto, se non prezioso, almeno godibile. A Napoli quindi, grazie alla cima di rapa, si possono ancora assaporare i cosiddetti friarelli, ovvero cime di rapa cotte nell’olio, questa almeno la variante moderna. Ma nel passato, chi si invento’ questo piatto penso’ bene di renderlo alquanto calorico e gustoso, friggendo le cime di rapa in abbondante strutto. Attenzione pero’, se volete ordinare un piatto di friarelli non fatelo al di fuori del capoluogo campano, perchè potrebbe arrivarvi tutt’altro ortaggio, come dei peperoncini fritti. La stessa origine, dettata da un ambiente povero che voleva insaporire gli alimenti, a disposizione, è quella di un’altra popolare ricetta, ovvero le orecchiette con cime di rapa, molto in uso in Puglia, ma non solo. Resta il fatto che è una verdura tipicamente italiana, pur venendo coltivata anche in America e in Australia; qui da noi le migliori produzioni si trovano soprattutto in Lazio, Campania e Puglia. Certo è un vegetale molto antico, molto probabilmente proveniente dall’Oriente. Le ipotesi relative all’origine della cima di rapa sono diverse. Alcuni sostengono che i semi sarebbero giunti da Cipro, da cui anche la denominazione di cavolo di Cipro. Molti convergono invece nel dire che la pianta fu’ scoperta dai genovesi, che dall’Oriente la portarono in Italia e in Francia. Le prime notizie sulla sua esistenza risalgono circa al 1100, in un antico trattato arabo sull’agricoltura. Sta di fatto che il broccoletto, che giunse nella nostra penisola nel Medioevo, ci mise ben poco a salpare per l’America, fiorendo in localita’ come Haiti verso il 600. Il suo nome scientifico è brassica rapa e la pianta appartiene alla famiglia delle brassicacee. Nel tempo è diventato un’usanza alimentare italiana, anche se legata prevalentemente al sud. Ci sono infatti voluti diversi secoli prima che la cima di rapa si estendesse anche alla Pianura Padana, forse principalmente per un fatto climatico, dal momento che questa pianta mal sopporta le temperature inferiori ai 4 gradi centigradi. O forse perchè in settentrione, tutto sommato, i cuochi non sono stati cosi’ creativi da legarla ad una ricetta esemplare, come per esempio quelle che in Campania o Puglia sono diventate caratteristiche. Comunque sia, è pietanza consigliata a tutti per la presenza di sali minerali, vitamine e anti ossidanti. La cima di rapa contiene molto fosforo, calcio, vitamina C, vitamina A e B2, oltre ad una buona quantita’ di proteine. Soprattutto è consigliata alle donne in gravidanza per l’acido folico,trattenuto dalla cima di rapa, che aiuta a prevenire la spina bifida nel neonato. La sua fortuna si è legata a quella di altri alimenti, ma se per molto tempo è stata snobbata dalle tavole piu’ ricche, non si puo’ dire lo stesso per i suoi principi curativi. Fin dall’antichita’ infatti se ne sono apprezzate alcune caratteristiche salutari non legate solo al suo basso contenuto calorico. Per esempio sono state tramandate alcune ricette per curare le affezioni dell’apparato respiratorio. C’è una bevanda piuttosto simile ad un latte, latte di rapa appunto, che è ottimo in queste situazioni. E’ inoltre un toccasana per la pelle se pensiamo che contiene tutte le vitamine, soprattutto A e B2, che aumentano la bellezza dell’epidermide. La vitamina A ha infatti un effetto antirughe, mentre la B2 regola la produzione delle ghiandole sebacee, combatte l’acne ed esercita un’azione benefica sulle pelli grasse. Va da sè quindi che la cima di rapa è un alimento prezioso per chi, soprattutto in eta’ adolescenziale, ha problemi di acne.

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