MONACO: ALTE PINAKOTHEK

Monaco di Baviera è nota al grande pubblico soprattutto per la manifestazione alcolico gastronomica dell’Oktoberfest, ma è anche uno tra i centri culturali piu’ importanti d’Europa. Se infatti la si vuole visitare da questo punto di vista, non si deve fare altro che dirigersi un po a ovest del centro storico, nel quartiere di Maxvorstadt, dove si trova la piu’ alta concentrazione di musei e istituzioni culturali della citta’. L’intera area è nota come Kunstareal, la zona dell’arte, e con piena ragione.  Qui troviamo ben 3 grandi pinacoteche, una gliptoteca, lo Staatliche Antikensammlungen, dedicato all’archeologia greca e romana, il museo degli impressionisti, il museo egizio, uno dedicato ai cristalli e il Brandhorstmuseum, dove vengono accolte opere di arte contemporanea. A completare il quadro, il quartiere ospita l’universita’, l’Accademia di belle arti, il Conservatorio, la Scuola del cinema e la Borsa. Non solo birra e wurstel, dunque. l’intera zona prende il nome da Massimiliano I di Baviera, che fu primo principe elettore e poi re della regione dal 1805 fino alla sua morte, nel 1825; fu lui che decise l’espansione della citta’ verso ovest e per questo viene ricordato. Fra i tanti musei di Monaco, il piu’ prestigioso è senz’altro la Alte Pinakothek, il cui nome si riferisce al periodo coperto dalle raccolte dei suoi quadri. L’eta’ moderna e contemporanea, infatti, sono rappresentate nelle altre 2 pinacoteche, la Neue Pinakothek, dove sono esposti capolavori del 1800 e3 la Pinakothek der Moderne, che ospita l’arte contemporanea. la collezione dell’alte Pinacothek venne iniziata da Guglielmo IV di Baviera, che diede ordine ai piu’ prestigiosi pittori contemporanei di creare alcuni dipinti di soggetto storico. Massimiliano I, duca di Baviera, comincio’ ad acquistare dipinti da collocare nel palazzo di famiglia, privilegiando soprattutto una gloria tedesca come Albrecht Durer. Massimiliano II, nipote del precedente e figlio di Adelaide di Savoia, amplio’ la collezione acquistando numerose opere d’arte di scuola fiamminga mentre era governatore dei Paesi Bassi spagnoli. Detto il principe azzurro per via dell’uniforme, era considerato un benemerito della cristianita’, visto che aveva aiutato Vienna a liberarsi dall’assedio dei turchi e successivamente aveva strappato loro Belgrado. Meno simpatico risultava ai tedeschi, che lo consideravano un traditore dopo che, durante la guerra di secessione spagnola, si era schierato a fianco della Francia. Per questo era stato esiliato, tornando in Baviera solo nel 1715. Da questo momento si era occupato solo della sua collezione d’arte e della costruzione di un paio di nuovi castelli Con il progredire del secolo XVIII la raccolta di quadri bavarese si era ulteriormente accresciuta: aveva contribuito a questo ampliamento la riunificazione di Baviera e Palatinato, in seguito alla quale le gallerie d’arte di mannheim, Dusseldorf e Zweibrucken erano state trasferite a Monaco per proteggerle dalla situazione di conflitto creatasi all’indomani della Rivoluzione francese. Inoltre, erano stati convogliati a Monaco anche tutti i dipinti precedentemente ospitati in chiese  e monasteri, istituzioni soppresse con il conseguente incameramento del loro patrimonio artistico nei beni dello stato. Con il nuovo secolo, il 1800, un mecenate che si dimostro’ all’altezza della situazione si dimostro’ Ludwig I, orientato su dipinti del rinascimento italiano, insieme a quadri tedeschi, olandesi e statue greche e latine. Luigi XVI di Francia era stato il suo padrino di battesimo e un po della sua grandeur Ludwig doveva avere ereditato, perchè quando fu re di Baviera, dal 1825 al 1848, si fece notare per il suo grande attivismo. Era un poeta, un amante dell’arte, ma sapeva anche apprezzare le belle donne e i piaceri mondani, fu lui ad organizzare la prima Oktoberfest della storia: aveva creato una personale Galleria delle Bellezze, raccolta di ritratti delle piu’ belle donne della borghesia di Monaco, eseguiti dai migliori pittori. Ricco di molti interessi, Ludwig amava il medioevo tedesco e, soprattutto, la Grecia classica. Il suo sogno era di far diventare la sua citta’ una sorta di Atene sull’Isar e per coronarlo chiamo’ l’architetto che piu’ si avvicinava ai suoi gusti, il tedesco Leo Von Klenze, a cui si deve la costruzione degli edifici della Alte Pinakothek. C’era solo un ostacolo a questa ebbrezza architettonica e collezionistica di Ludwig e il figlio Massimiliano cerco’ piu’ volte di farlo ragionare al riguardo: il re pretendeva cioè di finanziare la sua passione per l’acquisto di quadri antichi con denaro pubblico, mettendo cosi’ in pericolo i bilanci dello stato. A malincuore, Ludwig si convinse a spendere di tasca propria, ma non per questo la sua frenesia cesso’: acquisto’ la prestigiosa collezione Boisserèe di Colonia, ricca di opere tedesche, e durante i suoi viaggi in Italia compro’ tele di Botticelli, Ghirlandaio, Filippino Lippi, Beato Angelico. Per ottenere la Madonna Tempi, di Raffaello, tratto’ per 20 anni con la famiglia Tempi, che alla fine cedette e si privo’ del capolavoro nel 1829. Si tratta di un delicatissimo olio su tavola dipinto dal maestro tra il 1507 e il 1508: raffigura la Vergine che stringe affettuosamente e con straordinaria tenerezza Gesu’ bambino, che si trova guancia a guancia con la madre. Per dare un degno contenitore ai quadri della Alte Pinakothek, Ludwig penso’ sempre a Von Klenze, a cui diede incarico di erigere i locali della attuale galleria. I lavori per la Alte Pinakothek incominciarono nel 1826 per essere completati 10 anni dopo. L’edificio, a cui si accedeva da un giardino con prato all’inglese, si presentava sviluppato in orizzontale, con saloni grandi, concepiti appositamente per ospitare le tele di piu’ vaste dimensioni. Alla Alte Pinakothek fu esposto, per esempio, uno dei quadri piu’ grandi del mondo, la pala di Rubens denominata Il Giudizio Finale, che aspirava a rivaleggiare con i grandiosi affreschi michelangeleschi della Cappella Sistina. Di moderna concezione, il museo voluto da Ludwig divenne ben presto un modello e un punto di riferimento per tutti gli edifici museali, dapprima in Germani e poi nell’intera Europa, a partire dalla sua inaugurazione del 1836. Le gallerie d’arte di roma, San Pietroburgo, Bruxelles, presero spunto dal progetto di Von Klenze. Intanto, le acquisizioni di nuove opere continuarono fino alla meta’ dell’800. Il museo riusci’ ad acquisire veri e propri capolavori come l’Annunciata di Antonello da Messina o la Madonna del garofano di Leonardo Da Vinci. Si gtratta di un olio su tavola dipinto nel 1478 e, come altre madonne con bambino ospitate dal museo, ha qualcosa di originale. La Vergine, riccamente abbigliata, tiene in mano un garofano a cui tende le manine Gesu’ bambino, seduto su un cuscino adagiato sulla gamba destra della madre. E’ una delle prime opere di Leonardo, ma gia’ si puo’ notare, sullo sfondo, attraverso 2 bifore, uno dei suoi tratti distintivi, l’usod ella prospettiva aerea, la cui luminosita’ contrasta volutamente con la figura della Madonna, che invece sembra affiorare dalla penombra della stanza. Considerata uno dei massimi musei d’europa e visitata fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale, la Alte Pinakothek dovette purtroppo subire le ingiurie dei bombardamenti alleati, che la danneggiarono gravemente, distruggendo tutte le decorazioni interne. Dopo il 1945 venne parzialmente ricostruita e riaperta al pubblico alla fine degli anni 50. La ripresa economica che tocco’ anche la Germania fece si che, nel decennio successivo, alcuni banchieri bavaresi finanziassero nuove acquisizioni che andarono a colmare lacune importanti. Furono infatti acquistati quadri italiani e francesi del 700, periodo precedentemente trascurato dai curatori del museo. Negli anni 90, per la seconda volta, la galleria dovette essere chiusa per colpa della follia umana: la causa pero’ non furono le bombe, ma il gesto sconsiderato di un visitatore che danneggio’ con dell’acido solforico l’altare Paumgartner di Albrecht Durer, oggi di nuovo restaurato. Delle migliaia di dipinti in possesso della Alte Pinakothek ne sono stati esposti circa 700, ma di altissima qualita’. Essi coprono un periodo che va dal 1200 al 1700 e offrono un panorama tra i piu’ completi al mondo della pittura europea antica. Le opere sono tedesche, olandesi, fiamminghe, italiane, francesi e spagnole. La collezione tedesca va dal 1300 al 1600 e presenta la piu’ ricca raccolta al mondo di dipinti di Durer, oltre a opere di altri eminenti maestri come Cranach il vecchio e Holbein. Gli olandesi presentano, tra gli altri, artisti come Luca di Leida, il sommo Hyeronimus Bosch, Frans Hals e Rembrandt, con la Sacra Famiglia e la Deposizione, un olio su tavola che fa parte di un ciclo di 7 opere commissionate al grande pittore olandese da Federico d’Orange. Tra i fiamminghi spiccano Van Dyck, Pieter Bruguel e, soprattutto, Rubens, la cui collezione di opere è seconda solo a quella del Prado di Madrid. Del 1609\1610 è il suo Autroritratto con la moglie Isabella Brant, dipinto subito dopo le nozze. La sezione italiana copre l’intero periodo 1200/1700, a cominciare dai gotici, che sono i piu’ antichi dipinti della galleria. Sono poi presenti un po tutte le scuole rinascimentali: si va dal Beato Angelico, di cui sono esposti alcuni pezzi della predella dio San Marco, oggi divisa tra piu’ musei, al Botticelli, con il Compianto sul Cristo morto, tempera del 1495 ceduta nel 1813 dagli Uffizi a Massimiliano I di Baviera. Si prosegue con Filippo Lippi e Filippino Lippi. Di Tiziano è celebre il Ritratto di Carlo V seduto, mentre Raffaello è rappresentato con la Sacra Famiglia Canigiani, in cui Gesu’ bambino e san Giovannino giocano tra la Vergine, Elisabetta e San Giuseppe. La raccolta, infine, comprende anche i maestri veneti come Tiepolo, Tintoretto e Canaletto. Chiudono la rassegna gli spagnoli, con pochi quadri, ma dei maestri piu’ famosi, e i francesi. Tra questi ultimi  2 capolavori di Boucher: il celebre Ritratto di Madame pompadour e la Ragazza distesa, il nudo piu’ erotico del rococo’ francese.

Risultati immagini per immagine alte pinakothek

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...