COMPLEANNI OGNI GIORNO UNA FESTA

Dall’1 di gennaio al 31 di dicembre, per 365 giorni all’anno ricorre l’anniversario della nascita di qualcuno di noi, un’occasione importante nei confronti della quale ognuno reagisce in maniera personale. Per tutti i bambini è un momento di grande letizia da condividere, che segna un gradino in piu’ nella scala della vita. E’ un’esperienza che vivono con partecipazione soprattutto per la festa che implica che chi compie gli anni è al centro dell’attenzione di tutti e viene omaggiato con regali e dolci. Man mano che si cresce, il rapporto con il compleanno diventa meno scontato. Molti continuano a festeggiarlo per tutta la vita, sono colore che accettano il trascorrere del tempo come  parte fondamentale dell’esistenza umana e fanno tesoro dell’esperienza accumulata, cosi’ che ogni anno l’anniversario della propria nascita diventa un modo per riunire amici, parenti e persone che non si vedono da molto tempo, condividendo con loro il bilancio di un altro anno passato. Altri lo vivono come un giorno da superare, sperando che nessuno se lo ricordi e che trascorra in fretta: sono quelli che non sempre accettano di mettersi in discussione e sentono il peso dell’invecchiamento, anche se ogni tanto pure loro decidono di arrendersi e festeggiare, e poi magari se ne pentono. Nel mezzo di questi atteggiamenti ci sono tante sfaccettature. le signore che non vogliono far sapere l’eta’ e si dimenticano dei loro compleanni, chi dice di avere piu’ anni di quelli che ha e chi di meno; salvo poi scordarsene e dire la verita’ proprio il giorno del compleanno. Quando arriva il fatidico giorno la tradizione impone che si facciano gli auguri e si organizzi una festa, a cura del festeggiato stesso o degli amici piu’ intimi. Ci sono poi dei compleanni particolarmente importanti come il diciottesimo, che nel nostro paese rappresenta il passaggio alla maggiore eta’, e tutti quelli che segnano una cifra tonda. I festeggiamenti del compleanno, o genetliaco come si chiamava un tempo, non sono riti moderni ma hanno origini antichissime legate alla scansione del tempo e a quella ciclicita’ che ne caratterizza l’evoluzione. Cosi’ fra le date ricorrenti si introdussero anche gli anniversari della nascita delle persone importanti. Le prime attestazioni giunte fino a noi risalgono agli antichi egizi e in particolare ai banchetti sontuosi preparati in onjore del faraone, la piu’ alta carica civile e religiosa dello stato. L’usanza di sottolineare la venuta al mondo di qualcuno venne appresa anche dalla cultura greca che sposto’ il tiro introducendo i festeggiamenti per il compleanno della divinita’, che implicavano offerte divine. Fra quelle commestibili c’era anche un dolce particolare: la torta E’ lo storico greco Filocoro, vissuto nel IV\III sec. a.c., a fornire qualche informazione in piu’. Infatti racconta come nell’Antica Grecia i fedeli della dea Artemide festeggiassero il sesto giorno di ogni mese il suo compleanno e per consuetudine impastassero una torta a base di farina e miele da donare alla divinita’. Essendo Artemide protettrice della caccia, ma anche dea della Luna, in quanto sorella gemella di Apollo dio del Sole, pare che su questo dolce venissero apposte della candeline luminose, a ricordare la tenue luce della Luna, del tutto simili a quelle che si usano ancora oggi nel numero che indica gli anni compiuti dal festeggiato. In generale, comunque, nel mondo pagano, assieme all’usanza di ricordare la dipartita di una persona amata, si inizio’ a commemorare anche la nascita, o meglio lo scorrere degli anni, facendo si’ che nella data che segnava un anno in piu’ si festeggiasse con riunioni in letizia, allontanando il rischio che gli spiriti, piu’ intraprendenti proprio nel giorno di maggiore debolezza del soggetto che invecchiava, si accanissero contro di lui. I regali facevano parte dei rituali e avevano valore di buon auspicio,  non dovevano essere cose prestigiose ma semplici doni come quelli che noi oggi chiamiamo pensierini. Anche i Romani festeggiavano i compleanni e addirittura arrivarono a proclamare giorno di festa nazionale il genetliaco dei personaggi piu’ in vista. Con l’affermarsi del cristianesimo per qualche secolo questa tradizione si assopi’, finchè non torno’ in auge grazie al Natale, il compleanno per eccellenza, quello che ricordava la venuta al mondo di Gesu’. In seguito, con il diffondersi nelle chiese della registrazione dei dati anagrafici, si fece sempre piu’ stretto il legame tra il soggetto e la sua nascita che divento’ un dato rintracciabile. La festa di compleanno cosi’ come noi oggi la conosciamo deriva invece dalla Kinderfest tedesca che iniziava la mattina al risveglio del piccolo festeggiato, al quale veniva presentata la torta con un numero di candeline maggiore di uno rispetto alla sua eta’. Quella in piu’ rappresentava la luce della vita e tutte restavano accese per l’intera giornata e sostituite quando si consumavano. La sera era il clou: si apriva con la distribuzione dei tanto desiderati regali, ma il momento piu’ atteso era quello in cui compariva la torta con le candeline da spegnere in un sol fiato per poter esprimere un desiderio, da non rivelare a nessuno pena il mancato esaudimento. E chissa’ se qualcuno avra’ mai pensato in quel momento: ” spero che anche da grande nessuno si dimentichi del mio compleanno”.

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