LUIGI BECCALI

Con ogni probabilita’ Luigi Beccali è stato, nell’atletica leggera, il piu’ grande mezzofondista italiano di tutti i tempi. Pur in presenza di grandissimi avversari, è stato il dominatore dei 1500 metri negli anni 30, vincendo un oro e un bronzo ai giochi olimpici e un oro e un bronzo agli europei, e stabilendo 2 primati del mondo mentre vinceva pure un titolo mondiale universitario. All’inizio della sua carriera era anche appassionato di ciclismo; tuttavia, una rovinosa caduta durante una corsa lo persuase ad abbracciare definitivamente la specialita’ podistica, anche se aveva finito stremato nelle retrovie la prima gara fatta sui 5000 m. Dopo aver cosi’ deciso, Nini’, questo era il suo soprannome, si affilio’ alla societa’ pro Patria di Milano, dove si mise nelle mani del professor Dino Nai che divenne il suo allenatore e in breve lo trasformo’, lui ragazzotto di taglia piccola, in un grandissimo campione, idolo degli stadi, osannato dai tifosi e portato in palmo di mano perfino da Benito Mussolini, orgoglioso di poter usare un simile campione per la propaganda fascista. Beccali inizio’ la sua attivita’ agonistica nelle corse campestri e sulle lunghe distanze, per darle ufficialmente il via il 10 giugno 1928 allo stadio Colombes di Parigi: seguendo come un ombra il grande asso francese Jules laudoumegue, divenne il primo italiano a correre i 1500 m in meno di 4 minuti. In quel momento il record mondiale apparteneva al tedesco Peltzer. Poco dopo, il 30 giugno, divenne per la prima volta campione italiano, cosa che in futuro si sarebbe ripetuta per altre 9 volte. Rese fiducioso da queste prime importanti imprese, Beccali partecipo’ alle olimpiadi di Amsterdam, ma, non abituato a gare di questa importanza, venne subito eliminato, arrivando 4° nella prima batteria. Pero’ ormai era entrato nelle gare che contano. Nei 3 anni successivi le sue prestazioni migliorarono progressivamente, mentre lui, nel frattempo, continuava a lavorare come tecnico e disegnatore presso un ente pubblico. Allora gli atleti erano dilettanti e non potevano per questo motivo percepire denaro. Nell’anno preolimpico il suo rendimento si fece piu’ solido e il 15 maggio 1931 corse a Milano i 1500, la sua gara, migliore prestazione dell’anno, lasciando il secondo a ben 8 seconid. Parti’ quindi per i giochi di Los Angeles con ottime prospettive. Sulla pista del Coliseum vinse facilmente la batteria, con il suo terzo tempo di sempre. La finale si svolse il giorno successivo, quando, davanti a 65000 spettatori, si allinearono al via 12 atleti, i piu’ forti del mondo. La gara fu bellissima, ricca di colpi di scena, a quando a 300 m dal traguardo rimase solo in testa il canadese Edwards, le speranze per gli altri sembravano essere svanite. Invece il britannico Cornes e Beccali si lanciarono all’inseguimento. Qui il nostro atleta fece il suo capolavoro e raggiunse solitario Edwards a 100 m dal traguardo, sorpassandolo e vincendo la medaglia d’oro, con il tempo migliore da lui ottenuto fino ad allora. I migliori tempi cronometrici, pero’, Beccali li realizzo’ nell’anno seguente, quello postolimpico. Il primo gioiello lo colse il 1 settembre 1933 alle olimpiadi di Torino. Il 17 settembre fu il capolavoro. A Milano, durante l’incontro Italia\Gran Bretagna, corse, contro avversari invero mediocri per il suo livello, un 1500 fantastico, producendosi in un finale velocissimo che gli consenti’ di fermare il cronometro a 3.49, nuovo record del mondo, questa volta solo suo e non in comproprieta’. Questo primato nell’album dei record italiani avrebbe resistito per ben 23 anni. testimone del suo periodo di forma eccezionale anche il 3.49 ottenuto a Torino il 15 ottobre. Nel 1934 vinse ancora a Torino la prima edizione dei campionati europei. Cominciava ad apparire all’orizzonte l’immagine delle successive olimpiadi di Berlino. A esse Beccali arrivo’ in ottime condizioni, ben sostenuto anche dai riscontri cronometrici. ma in questa occasione trovo’ sulla sua strada avversari nettamente superiori, che gli impedirono di arrivare all’oro. Lovelock volava quell’anno e infatti vinse con il nuovo record del mondo 3.47 trascinando nella sua scia l’americano Cunningham. Beccali conquisto’ comunque il terzo posto. Questo nonostante dopo 500 m di gara avesse ricevuto una chiodata che lo aveva ferito al mignolo del piede destro. Aveva toccato il culmine della carriera stabilendo il record del mondo: adesso cominciava la parabola discendente. Fece una tourneè negli USA e poi, agli europei di Parigi, conquisto’ un altra medaglia di bronzo, finendo alle spalle dell’inglese Wooderson e del belga Mostert. Questo fu il suo ultimo grande exploit. Nel 1939 si trasferi’ definitivamente negli USA, dove chiuse la sua carriera sportiva e inizio’ una nuova vita, dedicandosi al commercio dei vini. Mori’ a Daytona Beach, Florida, il 29 agosto 1990, all’eta’ di 82 anni.

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