RIMINI

A primavera inoltrata Rimini appare ai visitatori in una pigra atmosfera marinara. Tra le architetture liberty del Grand Hotel e quelle malatestiane del borgo di San Giuliano,  almeno durante il giorno, la città sembra crogiolarsi nel suo sogno felliniano, prima che i colori shocking delle insegne prendano il sopravvento e i passanti si trasformino in tigri da discoteca. Una topografia ordinata disegna questo capoluogo romagnolo recente per nomina ma con un grande e antico passato ancora testimoniato dalla centuriazione romana, l’organizzazione viaria che ritaglia quasi tutta la Romagna. A spaccare in due il centro storico è il corso pedonale che corre dal ponte di Tiberio all’arco di Augusto, il più vetusto arco romano. L’ultima meraviglia archeologica dell’antica Ariminum venuta alla luce è la domus del chirurgo così chiamata per il suo corredo di misteriosi strumenti medici. Emblema della cucina marinara riminese sono le succulente rustide, grigliate di pesce dell’Adriatico, da gustare con il vino dei vigneti di Sangiovese. Anche lo squacquerone giunge sulla costa dalle campagne circostanti: formaggio cremoso e delicato, da il meglio di se con una piadina calda e un bicchiere d’Albana bianco. I contadini lo lasciavano sciogliere nella sua pastosa morbidezza, conservandolo nelle foglie di cavolo che, allargandosi sotto la spinta del formaggio, ne favorivano l’ammorbidimento. Dalle alture più interne del Montefeltro arriva invece il pecorino di fossa, maturato in cavità scavate nell’arenaria di Talamello e Pennabili. Le forme vengono chiuse in sacchetti di cotone, legate e incastrate a strati compatti; il marchio tracciato col nerofumo è il contrassegno del produttore, che all’apertura della fossa, 3 mesi più tardi, riconoscerà io suoi preziosi formaggi tra quelli ammassati sul fondo. Il gusto pungente del pecorino di fossa si abbinerà alla perfezione col savor, la mostarda di mosto cotto, mele cotogne, frutta secca e cannella che la tradizione esige nel ripieno dei sabadoni, i tipici tortelli dolci di Romagna.

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MOSCARDINI AL VINO ROSSO

  • 1 kg di moscardini
  • 1\3 tazza di olio di oliva
  • 1 grossa cipolla tritata finemente
  • 2 foglie di alloro
  • 2 cucchiai di vino rosso secco
  • 2 cucchiai di aceto di vino rosso
  • 1\2 cucchiaino di pepe nero schiacciato
  • 1\2 cucchiaino di origano secco

Per pulire i moscardini: usando un coltellino affilato incidete la testa e asportate le interiora. Prendete in mano il moscardino e con l’indice spingete in alto il becco e scartatelo. Sciacquate i moscardini e asciugateli con carta assorbente. Mettete i moscardini, l’olio, le cipolle e l’alloro in una pentola capiente e fate cuocere, scoperto, a fiamma media. rimestando di tanto in tanto, per 20 minuti finchè il liquido è quasi del tutto assorbito. Unite il resto degli ingredienti, quindi riducete la fiamma e lasciate sobbollire, coperto, per 15 minuti finchè i moscardini sono teneri. Serviteli caldi o freddi con un’insalata greca come contorno. Non aggiungete sale a questa ricetta perchè i moscardini sono di per sè piuttosto salati. Se preferite un sapore meno acido e leggermente più dolce aggiungete un cucchiaino di zucchero di canna.

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RAGU’

  • 2 cucchiai di olio di oliva
  • 1 grossa cipolla tritata
  • 1 gambo di sedano sminuzzato
  • 1 carota media tritata
  • 2 spicchi di aglio schiacciati
  • 500 gr di macinato di vitello
  • 2 tazze di brodo di carne
  • 1 1\2 tazza di vino rosso
  • 2 scatole di pelati da 425 gr
  • un pizzico di zucchero

In una padella dal fondo spesso riscaldate l’olio e fatevi rosolare il battuto di verdure, mescolando per 5 minuti a fiamma moderata; aggiungere l’aglio e lasciare cuocere un altro minuto. A questo punto inserire la carne, mescolando con una forchetta e unite quindi il vino, il brodo e i pomodori già colati e spezzettati. Assaggiate e regolate l’eventuale acidità con lo zucchero. Portate la salsa a ebollizione, riducete la fiamma e lasciate cuocere per 1 1\2 ora mescolando di tanto in tanto. Regolate di sale e pepe. Il ragù può essere conservato in frigo per 2 giorni e nel congelatore fino a 2 mesi.

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CURIOSITA’

Lo sai che il simbolo dello smiley, o smile, il popolare faccino giallo che sorride, venne inventato nel 1963 dall’americano Harvey Ball per conto di una compagnia di assicurazioni di Worcester che voleva migliorare il morale dei propri dipendenti.  Ball ebbe 45 dollari per il suo disegno, destinato a diffondersi rapidamente in tutto il mondo.

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CURIOSITA’

Lo sapevate che le strisce delle zebre le proteggono dalle punture di tafani e mosche tse tse. Secondo alcuni scienziati, infatti, il manto a strisce confonde questi insetti, i cui occhi sfaccettati non gli danno la possibilità di percepire la prospettiva e quindi di distinguere una sagoma con le strisce. Per gli occhi delle mosche tse tse, le zebre non rappresentano nulla e perciò non le molestano.

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FETTUCCINE TRINACRIA

  • 400 gr di fettuccine casarecce all’uovo strette
  • 800 gr di salsa di pomodoro
  • 350 gr carne di vitello macinata
  • 4 melanzane lunghe grosse e senza semi
  • 2 cipolle
  • 1 peperoncino
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • 1 pizzico di pepe nero
  • sale marino
  • 4 cucchiai di olio extra vergine

Preparate un ragù con la carne trita, le cipolle affettate, il peperoncino spezzettato, il pepe nero, il vino rosso, facendolo addensare molto. Affettate nel senso longitudinale le melanzane, dorate le fette in padella con l’olio caldo da ambo i lati. Condite con parte del ragù le fettuccine già scaldate e scolate. Avvolgete una forchettata abbondante di fettuccine condite in una fetta di melanzana fritta, come un involtino. Disponete gli involtini in una teglia da forno sopra un fondo di ragù. Cospargete dadini di mozzarella su tutto e coprite con un sottile strato di ragù. Passate nel forno caldo a 200° per 120 minuti. Servite caldo.

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MACCHERONCINI ALLO ZAFFERANO

  • 2 bustine di zafferano
  • 300 gr di maccheroncini piccoli
  • sale
  • 50 gr di burro

In una casseruola bassa e molto larga, o in un ampio tegame a pareti non troppo basse, stemperate lo zafferano con poca acqua fredda; poi aggiungete altra acqua fredda, tanta da averne uno strato alto un dito. portatela a bollore su fiamma vivace e intanto mettete al fuoco un’altra pentola contenete circa 1\2 litro di acqua. Quando l’acqua allo zafferano bolle, versatevi i maccheroncini, salateli e proseguite la cottura a fiamma moderata, mescolando molto spesso e aggiungendo, man mano che occorre, altra acqua presa dalla seconda pentola. Regolatevi però in modo che, quando i maccheroncini saranno cotti, in fondo alla loro casseruola rimangono solo 3\4 cucchiai di sugo.  Quando i maccheroncini sono cotti,m toglieteli dal fuoco, unite il burro tagliato a pezzetti, mescolate per scioglierlo e servite. Se non scegliete una pasta di cottura abbastanza rapida, può darsi che vi occorrano più di 10 minuti; rimane però una ricetta veloce, perchè è molto abbreviato il tempo per l’ebollizione dell’acqua. Potete sostituire i maccheroncini con altra pasta corta. Quando la cottura sta per finire, potete bagnare i maccheroncini con panna invece che con acqua. Potete condire anche con un pò di parmigiano grattugiato, aggiungendolo insieme con il burro o cospargendone la pasta dopo. Potete sostituire lo zafferano con il curry.

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