CARCIOFO ROMANESCO

I carciofi romaneschi si trovano solo in primavera, da inizio marzo a inizio di maggio. Sono riconoscibili per il grande capolino tondeggiante, con il caratteristico foro all’apice. Le foglie sono compatte, di colore verde con striature violacee e prive di spine. Si tratta di una tipologia tipicamente italiana, che raggruppa le tradizionali cultivar Castellammare e Campagnano, oltre a diversi incroci. Vengono prodotti soprattutto in Campania e Lazio, regione dove la coltivazione del carciofo è dedicata quasi  esclusivamente al romanesco, con punte di eccellenza. Tradizionalmente, si gustano alla romana, con pangrattato, aglio e prezzemolo, o alla giudia, fritti nell’olio con il gambo in alto. Ottimi anche a crudo, con olio, limone e parmigiano a scaglie.

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SFORMATO DI ERBE E PATATE

  • 4 grosse patate tagliate in quarti
  • 60 ml di latte
  • 40 gr di burro
  • 1 cucchiaio di erba cipollina fresca tritata
  • 1 cucchiaio di timo fresco tritato
  • 1 cucchiaio di origano fresco tritato
  • 1 cucchiaio di maggiorana fresca tritata

Lessate le patate in abbondante acqua salata; scolatele e asciugatele. Riportate le patate nel tegame, aggiungete il latte e schiacciatele con una forchetta, versando altro latte, se necessario, per ottenere una consistenza soffice. Incorporate il burro e sempre mescolando unite le erbe, sale e pepe nero. Servite subito.

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COME PRIVARE LE CASTAGNE DI BUCCIA E PELLICINA

Ecco come pulire perfettamente prima di unirle a un ripieno, a un contorno o di cuocerle nello sciroppo:

1) Incidete le castagne una a una con un taglio sulla parte bombata, parallelo alla base: usate un coltellino appuntito, per avviare facilmente il taglio, e con lama arcuata per seguire la linea della buccia.

2) Scottate le castagne per 5 minuti in abbondante acqua bollente, leggermente salata, eventualmente con degli aromi previsti dalla ricetta, come alloro, rosmarino, salvia.

3) Appena scolate, stendetele su un vassoio ancora bollenti e copritele con un panno ripiegato, per trattenere calore e umidità: se si raffreddano e si asciugano, pelarle diventerà impossibile. Lasciatele riposare qualche minuto, il modo che il vapore che si forma sotto il panno contribuisca a separare la buccia dalla polpa.

4) Prelevatele una per volta ed eliminate la scorza esterna, che verrà via con parte della pellicina. Aiutatevi con un coltellino, usando la punta per sollevare ed eliminare la pellicina rimasta.

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FOCACCIA ALLO ZAFFERANO

PER L’IMPASTO:

  • 500 gr di farina bianca 00
  • 1 bustina di lievito di birra
  • 10 gr di zucchero, 2 cucchiaini
  • 2 cucchiai di olio di oliva
  • 1 bustina di zafferano
  • 325\350 ml di acqua tiepida
  • 1 cucchiaino colmo di sale

PER LA FARCITURA:

  • 1 o 2 zucchine tagliate a rondelle sottili
  • 150 gr di caprino fresco
  • 3 cucchiai di olio di oliva

Setacciare la farina in una terrina larga e mescolarvi il lievito di birra. Al centro del mucchio praticare una buca e versarvi zucchero e olio. Sciogliere lo zafferano nell’acqua tiepida. Amalgamare il tutto con una forchetta aggiungendo poco per volta l’acqua tiepida e il sale. Lavorare l’impasto sul piano del tavolo infarinato per almeno 10 minuti, allargandolo con i pugni chiusi, riavvolgendolo e sbattendolo sul tavolo, fino al completo assorbimento del liquido. Rimetterlo nella terrina infarinata, coprirlo con un canovaccio umido e porlo a lievitare in luogo tiepido, fino a quando il suo volume sarà raddoppiato, 40 minuti circa. Con un matterello stendere l’impasto in una sfoglia rettangolare e trasferirla sulla lastra del forno unta con un cucchiaio di olio. Farcire con le zucchine leggermente sovrapposte tra loro e il caprino a ciuffi. Porre a lievitare in luogo tiepido per 20 minuti, quindi completate con 2 cucchiai di olio e sale a piacere. Cuocere per 15\20 minuti circa nella parte media del forno preriscaldato: elettrico: 210/220°; ventilato: 200°; a gas: 210/220°.

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CURIOSITA’

Quando l’acqua di un torrente si incanala tra le rocce in un alveo molto stretto, la sua capacità di erosione aumenta, tanto da riuscire a scavare una profonda gola con pareti levigate, ripide e talvolta verticali. L’esempio più famoso di questa gola è il Grand Canyon, scavato dal fiume Colorado nello stato dell’Arizona, USA. Le sue gole sono larghe da 200 m a 29 km, estese per 450 e profonde oltre 1500 m. Le pareti appaiono formate da strati orizzontali di roccia, sedimentatisi nel corso dei secoli, che rivelano le diverse età in cui si sono formati.

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GOLD COLLAGEN ACTIVE

Ho avuto il piacere di provare questo integratore alimentare di nuova generazione dedicato agli uomini e alle donne sempre in continuo movimento. Combatte la comparsa dei segni dell’invecchiamento, prendendosi cura anche dei legamenti, muscoli e articolazioni. Ha 16 principi attivi; è clinicamente testato. Tra i suoi benefici abbiamo: aiuta ad avere una pelle dall’aspetto giovane, da a capelli e unghie un aspetto sano; aiuta a sostenere muscoli e articolazioni; promuove l’efficenza energetica. Io continuerò ad usarlo, perchè è davvero un ottimo prodotto.

KERASTASE

Grazie ad una iniziativa di qualche tempo fa ho ricevuto un campione di shampoo e uno di maschera per capelli della linea Aura Botanica di Kerastase. Con olio di noci dell’Amazzonia dal Brasile per nutrire intensamente senza appensantire e con olio di crusca dalla Thailandia per proteggere la fibra e assicura un tocco morbido e naturale e una luminosità sana e duratura.

PESCE LATTERINO

Si tratta di un pesciolino che assomiglia a una piccola alice, raggiunge al massimo i 10 cm di lunghezza, con il corpo affusolato verdastro sul dorso, con una fascia argentea sui fianchi. E’ apprezzato soprattutto nelle fritture, intero, senza alcun lavoro di pulitura; ha un sapore leggermente amarognolo che lo distingue dalle giovani alici. E’ molto diffuso nell’Adriatico, nelle lagune e negli stagni costieri salmastri, dove è consuetudine pescarlo con reti trainate nei mesi invernali e primaverili. Questo pesciolino, infatti, si sposta dalla laguna al mare e viceversa; in alcune aree del delta del Po è talmente abbondante che a Comacchio si è sviluppata un’industria per la marinatura dei latterini in parallelo con quella delle anguille. Tuttavia, con la normativa europea che ha fissato in 40 mm l’apertura delle reti trainate, si è ridotta di molto la pesca di questa specie che, con le maglie legali, sfugge agevolmente alla cattura. Ciò ha ridotto la produzione annaule a circa 500 tonnellate.

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