PER UN OPTIONAL IN PIU’

Un tempo, quando eravamo povera gente e davanti casa avevamo soltanto l’utilitaria, le volevamo più bene che alla mamma. La lucidavamo, pulivamo i vetri, allora gli specchietti esterni non erano obbligatori, e mantenevamo lucidissime le cromature. Il tempo libero, a quei tempi ne avevamo poco, lo impiegavamo lavando la nostra 600. Ci piazzavamo accanto ad una fontanella cittadina, o a una roggia, e lavoravamo per ore, con saponi, shampoo e pelli di daino. Eravamo felici. La sera, stanchissimi, andavamo a dormire con la coscienza del dovere compiuto. Più tardi, quando ebbe inizio il cosiddetto boom, la nostra utilitaria non ci bastò più. Non che avessimo, di colpo, la possibilità di cambiare automobile. Eravamo costretti a tenerci la nostra, ma la volevamo più bella, più lussuosa, più accessoriata. Incominciammo a deturpare la carrozzeria con adesivi raffiguranti paperini o reclamizzanti località remote, nelle quali non eravamo mai stati, nè mai saremmo andati. E, qualora ci fossimo andati, non lo avremmo certo fatto con la macchina. Ma ci piaceva far sapere al mondo che amavamo Marbella, o le Seychelles. Venne poi il periodo delle righe nere: larghe strisce di nastro isolante che tappezzavano l’intera utilitaria nel senso della lunghezza, conferendole una grinta insospettata. Questo non fu che l’inizio. Mese dopo mese, anno dopo anno, arrivarono i volanti in radica, le marmitte preparate, le testate abbassate. Grazie ai nostri sudati risparmi intere legioni di meccanici arricchirono. I motori delle nostre utilitarie incominciarono a ruggire, mentre stemmi rossi e oro sostituivano, sulle carrozzerie, gli obsoleti adesivi. Nel silenzio della notte le nostre utilitarie sembravano bolidi di formula uno. Le marce tirate allo spasimo salivano in cielo, facendo sobbalzare nel letto gli ignari dormienti. Eseguivamo, cambiando marcia, la doppietta ed eravamo diventati tutti maestri nel tacco e punta. Le nostre macchinette, in tutto quel frastuono e in quello scintillio di stemmi, guadagnavano in velocità 5 Km\h. Invece che ai 112 KM\h garantiti dalla casa costruttrice andavano a 117. In compenso consumavano come carri armati, ma a quei tempi la benzina costava poco. E noi, inchiodati al volante, di radica, che impugnavamo con guanti di cuoi e di corda, rigorosamente con le mezze dita, ci sentivamo al settimo cielo. Quelli erano bei tempi. Tempi andati, che non torneranno mai più, come non torneranno le utilitarie rombanti e gli adesivi con i paperini. Il boom si è sgonfiato, nessuno parla più di miracolo economico, ma le utilitarie hanno lasciato il posto alle grandi cilindrate, che si chiamano vetture medie europee, raggiungono i 200 all’ora e costano un occhio della testa. Non le macchine, sia ben chiaro. Le vetture, tra offerte speciali, sconti vari, ipervalutazione dell’usato e abbattimento degli interessi, praticamente sono regalate. A mandare alle stelle il costo sono gli optional. Optional che in definitiva sono tutt’altro che optional, in quanto vengono imposti dall’alto. Ma è un’imposizione che accettiamo con gioia, perchè è l’optional che fa la macchina, catalogando l’automobilista e inondandolo di prestigio. Provate ad acquistare una vettura media europea da un concessionario qualsiasi. La macchina che viene offerta al vostro sguardo sembra uguale a tutte le altre dello stesso modello, e uguale anche ai modelli che avete ammirato sui giornali e negli spot televisivi, che vi hanno, in definitiva, spinto all’acquisto. Sembra uguale, ma non lo è. Il concessionario, accogliendovi con un sorriso da odalisca, vi farà sapere che la macchina che sta tanto graziosamente sottoponendo alla vostra attenzione possiede: ruote in lega leggera; vernice metallizzata; tergicristallo a tripla azione; lavavetri all’essenza di mimosa; sedili anteriori reclinabili e rotanti di 90° sul loro asse, nessuno sa a cosa serva la rotazione, ma è rassicurante sapere che esiste; riscaldamento personalizzato. Qui ci fermiamo, anche se potremmo continuare per pagine intere: ma non è necessario, avete già capito tutto. Provate a sfidare il concessionario, dicendogli che a voi interessa la vettura nuda e cruda, senza optional di sorta, lo sappiamo, è pazzesco, e nessuno oserebbe mai farlo, ma stiamo parlando per assurdo. Immediatamente lo sguardo dell’uomo si farà di ghiaccio. E con voce funerea vi dirà che la vettura nuda e cruda, il cosiddetto modello base, non sarà disponibile prima di 18 mesi. A questo punto accetterete gli optional. E, una volta intrapresa quella strada, ne acquisterete degli altri, facendo della vostra macchina un bazar ambulante. Aspirapolvere e rasoio elettrico, impianto stereo e sbrinatore lampo, portasci elettronici, anche se voi non avete mai visto la neve in vita vostra, e pile a lampeggi variopinti, per segnalare eventuali incidenti. Fino al giorno in cui, aberrazione somma, arriverete al telefono. Invece di abolire il telefono, oggetto diabolico e oltremodo scocciante, dalla vostra casa, lo vorrete anche in macchina. Perchè fa scena, perchè ce l’hanno i vip e gli yuppies, perchè quell’antenna sul tetto dimostra a tutti che siete una persona arrivata. E le utilitarie? Ne sono rimaste poche, tenute come gioielli e arredate internamente da architetti di grido. Oggi, per possedere una 500 priva di optional, bisogna essere veramente ricchi.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...