DISCOUNT MA DI QUALITA’

Negli ultimi 10 anni, mentre gli ipermercati entravano in crisi e i supermercati vedevano ridimensionarsi la clientela, i discount hanno più che raddoppiato la loro presenza in Italia. Questi negozi spartani e low cost hanno continuato a crescere, magari in modo discontinuo e disomogeneo, ma senza fermarsi e conquistando un pubblico molto variegato. Quando, nel 1992, è arrivato in Italia, dalla Germania dove è nato, si è presentato come un punto vendita senza fronzoli, dove fare una spesa basica e all’insegna del risparmio assoluto. Negozi di medie dimensioni, situati perlopiù in periferia o lungo strade molto trafficate. Cartoni pieni di merce allineati lungo le corsie o appoggiati su scaffalature da magazzino. Assortimento limitato e incentrato su prodotti confezionati, come scatolame, bevande o pasta. Nessuna marca conosciuta, arredi spartani e luci al neon. Poche casse, con lunghe code, e ridotti orari di apertura. Con il passare degli anni questa formula si è addolcita e il discount, da hard, si è fatto soft. Sono arrivati i prodotti di marca, l’assortimento si è ampliato con i prodotti freschi e quelli caldi, i negozi sono diventati più curati, meglio illuminati e talvolta con banchi serviti e offrono più servizi. Insomma, mentre il super diventava sempre più discount, introducendo offerte low cost e tante offerte di prezzo, dall’altro i discount imitavano il super, diventando più belli e grandi e proponendo anche prodotti di marca, locali, top di gamma o rivolti a particolari esigenze. Il messaggio è chiaro: aiutare i consumatori a risparmiare senza farli sentire poveri, ma anzi offrendo un negozio più bello e più ricco. Il cambiamento è stato apprezzato. L’assortimento di un discount è ben diverso da quello di un iper o un supermercato. Rispetto agli altri negozi della Gdo, ci sono più alimenti, e in particolare più spazio è dato ai freschi confezionati. Da qualche tempo al discount si trovano anche prodotti top, di qualità più alta e, quindi, anche più costosi. In genere si tratta di prodotti selezionati con analisi sensoriali e verifiche analitiche, realizzati in esclusiva per ogni catena di discount e talvolta garantiti anche da esperti esterni. Per attrarre più clienti e rassicurarli sui prodotti in vendita i discount hanno introdotto anche i prodotti di alcune delle marche più famose e vendute, le stesse che si trovano anche al super. Solo che i prodotti selezionati sono venduti in confezioni speciali, ad esempio più grandi o formato famiglia. Il 50% dei prodotti venduti nei discount, sono unbranded, ossia sono contrassegnati con marche di proprietà del discount. I discounter li fanno realizzare da contoterzisti o da aziende di loro proprietà, e poi li firmano con brand di fantasia. Questa politica permette di differenziarsi dai concorrenti offrendo prodotti esclusivi, introvabili negli altri negozi, ma impedisce ai consumatori di confrontare i prezzi di un singolo prodotto. I fornitori sono aziende di medie o grandi dimensioni, che spesso lavorano anche per le principali marche industriali. Ricevono dai discounter grandi commesse per realizzare dei prodotti di cui garantiscono l’esclusiva e che rispettano i requisiti di sicurezza ottimo rapporto qualità \ prezzo. Per offrire il massimo del risparmio la prima regola seguita dai discount è quella di evitare ogni spreco. No a grandi negozi semivuoti, che costano in termini di bollette, gestione personale. No a raccolte punti e carte fedeltà, che richiedono un’organizzazione che le segua e le gestisca. E poi pochi prodotti sviluppati in esclusiva, eliminando tutti gli intermediari, e grossi ordinativi di pochi tipi di merce, in modo da ottenere prezzi più bassi su ogni singolo prezzo. I negozi sono più piccoli dei super in modo da ridurre le spese di affitto, esercizio e manutenzione; inoltre si cercano zone non centrali, dove i costi dei terreni o degli affitti sono più bassi. L’esposizione delle merci non richiede molto tempo e quindi il personale è ridotto. Il discount resta, per definizione, il negozio più conveniente dove fare la spesa. Ma il risparmio che garantisce non è lo stesso in tutta Italia e varia a seconda dei prodotti. SE si punta al carrello più economico allora i discount sono la scelta migliore: lo stesso paniere di spesa, comprato al super o all’iper, può arrivare a costare fino al 76% in più rispetto ai discount. Tra le insegne dei discount c’è poca differenza. Molto dipende anche da dove si vive. Ma se, anzichè un carrello di spesa prestabilito, si guarda alla convenienza dei singoli prodotti allora il discorso cambia. Gli articoli più venduti sono sempre quelli su cui si risparmia di più. Il discount diventa meno conveniente quando si parla di marche famose.

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