IL LICAONE, UN PREDATOR IMPLACABILE

Il suo aspetto, a prima vista, non è certo uno dei più terribili: potremmo quasi dire che ricorda un cane di razza non meglio precisata, tanto che il muso affilato, le orecchie dritte sulla testa e gli occhi rotondi sembrano perfino suggerire l’idea che si tratti di un animale mansueto e affabile. Ma la realtà è assai diversa e il licaone, non a torto, può essere ritenuto un predatore implacabile. Basti pensare, per averne un’idea, che un esemplare di soli 14 mesi è in grado di abbattere una gazzella di Thompson che ha il suo stesso peso e che più licaoni in gruppo sono in grado di formare una vera e propria squadra di caccia pressochè infallibile. Proprio come se si trattasse dei soldati di un battaglione convocati per un’operazione militare, i licaoni seguono ogni giorno una sorta di rituale per organizzarsi nella caccia quotidiana alle vittime designate; gli esemplari di entrambi i sessi, appartenenti ad uno stesso branco, si ritrovano puntualmente al mattino e alla sera, si salutano con atteggiamenti non aggressivi, che simboleggiano la coesione dell’intero gruppo, quindi partono in perlustrazione, tutti insieme, alla ricerca delle prede da cacciare. Il branco si muove all’unisono tutto insieme, guidato da un vecchio maschio esperto che apre la caccia e stabilisce la preda designata: a questo punto, tutto i licaoni del gruppo si avvicinano alla vittima in assoluto silenzio, con la testa bassa, e ad una certa distanza si lanciano all’inseguimento della preda, dopo aver ricevuto il segnale di attacco da parte del capo branco. L’inseguimento può essere lungo e durare anche più Km a velocità sostenute, che arrivano a punte di 45 Km orari, ma alla fine la sventurata vittima, stremata dalla corsa e quasi consapevole della fine ormai prossima, si ferma, pronta a subire l’attacco finale dei predatori. I licaoni non risparmiano mai nessuna vittima e si avventano sulla preda divorandola mentre è ancora viva. Si tratta certamente di un rituale di caccia molto crudele, estraneo perfino ad altri grandi predatori delle savane africane, che uccidono la preda prima di divorarla, ma non dimentichiamo che si tratta anche dell’unico metodo idoneo ad assicurare la sopravvivenza della specie, sia oggi, sia per quel che concerne la lunga evoluzione avvenuta nel corso dei secoli. I licaoni infatti appartengono al grande gruppo dei canidi, i cui fossili più antichi risalgono a circa 24 milioni di anni fa, anche se la differenziazione tra le varie specie è avvenuta solo tra 1.7 milioni e 10000 anni fa. Ma se si esclude la crudeltà del rituale di caccia, il licaone conduce in effetti un’esistenza secondo ritmi e comportamenti pacifici similari a quelli di numerose altre specie animali. Una delle caratteristiche fondamentali del licaone, che condiziona tutte le sue abitudini quotidiane, è rappresentata dal suo spirito gregario, che lo porta a condurre un’esistenza nomade organizzata però nelle cosiddette mute gerarchizzate. In pratica la muta è costituita da un branco di esemplari che si riuniscono in clan per esigenze alimentari e che si sposta al seguito di un vecchio maschio esperto, al quale spetta in un certo senso la funzione di leader, anche se solo in certe situazioni, come ad esempio per l’appunto la caccia. La cosa più interessante della vita sociale dei licaoni, infatti, è rappresentata proprio dal fatto che non esiste all’interno di una muta un capo branco con funzioni di comando assolute da espletare per ogni evenienza, poichè tutti gli esemplari del gruppo si aiutano a vicenda, senza distinzione di ruoli. La differenziazione più evidente è quella esistente tra maschi e femmine, che formano 2 gerarchie ben definite da ruoli specifici, che assicurano la continuità della specie e la coesione del gruppo stesso. all’interno del branco, infatti e a dispetto dell’aggressività dimostrata dai licaoni nella caccia, non esistono conflitti di nessun genere e se si verificano, avvengono nella stagione degli amori oppure, più raramente, per la spartizione di una preda. Ma anche questi conflitti si risolvono senza lotta, poichè al maschio dominante basta esprimere un atteggiamento di dominio, e cioè con la testa sollevata e le orecchie tese, per suggerire al maschio più giovane, che ha dato segni di dissenso, la completa sottomissione. Se inoltre abbiamo modo di osservare come i piccoli di licaone vengono curati e vezzeggiati non solo dai genitori, ma anche da tutti gli esemplari del gruppo di cui fanno parte, potremo quasi dimenticare la natura aggressiva che questa specie dimostra nella caccia: i cuccioli, alla fine del periodo dell’allattamento, vengono nutriti con bocconi rigurgitati dai vari componenti del branco, che non esiteranno ad essere particolarmente generosi con loro se il bottino è stato abbondante. Così molto spesso gli adulti giocano a lungo con i piccoli, che imparano attraverso il gioco i gesti e i comportamenti necessari per un futuro denso di pericoli e minacce, cosa che può apparire aleatoria per questa specie di canidi così agguerrita e combattiva, ma che invece corrisponde alla realtà. I licaoni, infatti, hanno molti nemici, prima fra tutti la iena, da cui devono imparare prestissimo a difendersi per veder assicurata la sopravvivenza, così come avviene ormai da lunghi secoli.

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