L’ARTISTA MANCATO

Tutti noi, nella vita, avremmo voluto fare qualcosa di diverso: di meglio, naturalmente. Mentre tiriamo la carretta, aspettando il 27 del mese, pensiamo che sarebbe stato bello nascere milionari. Con gli occhi della fantasia ci vediamo mollemente distesi su una candida spiaggia caraibica, accarezzati da una brezza leggera e lambiti dalle piccole onde di un mare così azzurro che più azzurro non si può. Se la fantasia ci aiuta, nella spiaggia ci mettiamo anche qualche allegro personaggio, che rompa la monotonia delle nostre giornate. Nel frattempo il milionario, ne è rimasto qualcuno anche in questi tempi duri, pensa che sarebbe bello essere un signor nessuno, senza problemi di tasse, di eredi, di amici che chiedono prestiti e di ex mogli che vogliono sempre più alimenti. Ci sono giorni in cui il riccone invidia il povero clochard, che ogni notte va a dormire sotto le arcate di un ponte, possibilmente con un fiasco di vino, e sa che all’indomani non dovrà incontrare nè il commercialista, nè il fiscalista, nè l’avvocato. Nessuno, per dirla in modo semplice, è soddisfatto della propria condizione. Tutti vogliamo qualcosa di diverso che ci sollevi dalla noia della routine e ci trasporti, almeno per qualche ora, in un mondo che non conosciamo, tutto da scoprire. Sogni. Voli della fantasia, al termine dei quali torniamo rassegnati nel nostro mondo di sempre. E ce ne stiamo tranquilli fino al prossimo sogno. Con qualche eccezione: gli artisti mancati. Nella vita di tutti, soprattutto nei primi anni, c’è qualche velleità artistica. Chi non ha mai pensato di fare il pittore, lo scrittore, il cantante, il ballerino classico, scagli la prima pietra. Pochissimi alla fine ce la fanno, diventano famosi e tutti noi li conosciamo. Acquistiamo i loro quadri, leggiamo i loro libri, compriamo i biglietti per i loro concerti. Gli artisti, qualunque sia lo specifico campo di attività, sono il sale della nostra vita, il condimento che rende le nostre giornate più gradevoli. Cosa c’è di meglio che ammirare un bel quadro, ascoltare una bella canzone, perdersi nelle pagine di un romanzo scritto bene? Per pochi che ce la fanno, tuttavia, ci sono migliaia di aspiranti artisti che, dopo averle provate tutte, sono costretti ad alzare bandiera bianca: forse non posseggono talento, oppure lo posseggono, ma non sono aiutati dalla fortuna. La dea bendata, che regola a suo capriccio le cose della vita, ha grande importanza soprattutto per ciò che riguarda gli artisti. Essere bravi non basta: altrimenti grandi personaggi come Van Gogh e Modigliani non sarebbero morti in miseria, mentre oggi i loro quadri, che quando gli autori erano in vita non valevano un soldo, vengono battuti nelle aste per decine di milioni. L’artista mancato dei nostri giorni, costretto a condurre una mediocre esistenza di lavoro, non perde occasione per dimostrare al mondo intero ciò che sa fare. Se sognava di fare il pittore, lo vediamo fermo in qualche piazza a dipingere un monumento o un panorama. Il suo tempo libero lo impiega così, rincorrendo un’illusione che purtroppo non si potrà mai realizzare. Se invece sperava di fare lo scrittore, nelle notti insonni il nostro eroe riempirà pagine e pagine, raccontando i casi della vita. Sa perfettamente che mai nessuno pubblicherà l’opera monumentale, però non demorde. E fa bene, perchè l’uomo non vive di solo pane e i sogni, anche se irrealizzabili, aiutano a tirare avanti. Pittori, scrittori, poeti: artisti che lavorano nella solitudine e nel silenzio, senza dare fastidio a nessuno. Gli unici veramente nocivi sono i cantanti: o i violinisti, i pianisti, i clarinettisti: chiunque in ogni caso abbia a che fare con la musica. Costoro non perdono occasione per fare sentire la loro voce, o la loro tecnica sopraffina nel maneggiare uno strumento. C’è una festa, una piacevole serata, una simpatica riunione tra amici? Sul più bello il cantante mancato, magari con l’aiuto di qualche bicchiere di vino, pretende di far sentire la sua voce. Non si accorge degli sguardi rivolti al cielo, ne dei gesti di triste rassegnazione: lui vuole cantare, o suonare il suo violino. E’ da quando la festa è iniziata che continua a pensarci. E non sarà felice finchè non avrà fatto ascoltare a tutti la sua romanza, oppure la sua straordinaria esecuzione da virtuoso. Gli amici lo applaudono più per compiacerlo che perchè realmente convinti della sua bravura: a questo punto il nostro eroe tira fuori la storia, già sentita 1000 volte, della sua vita. Di quanto sia stato sfortunato; di come, proprio il giorno in cui era riuscito a combinare un’audizione alla Scala, o in qualunque altro tempio della lirica, un attacco influenzale lo abbia costretto a letto; dell’invidia degli altri, che gli hanno impedito di avere il successo che meritava. Va a finire che tutti lo evitano, anche gli amici più cari: per l’artista mancato è un’altra prova della sua enorme sfortuna.

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